Le misure giuste – Un “cuore sociale” per la legge di stabilità 2016

Il contributo di idee di Rifare l’Italia – Roma, 6 ottobre 2015

 

L’Italia è finalmente in ripresa, come evidenziano i dati economici e occupazionali. Ma la ripresa è soggetta a non poche incognite sul fronte globale e va rafforzata e consolidata.
Per questo è molto condivisibile la scelta del Governo – esplicitata nella nota di aggiornamento del DEF 2015 – di impostare una manovra di bilancio espansiva per il triennio 2016-2018, utilizzando le clausole di flessibilità europee per le riforme, per gli investimenti e – se verrà decisa – per l’emergenza immigrazione.

La grande crisi ci ha lasciato un’eredità avvelenata dal punto di vista sociale. Tra il 2007 e il 2014, a fronte di una riduzione cumulata del PIL di 8,9 punti, sono più che raddoppiati sia il tasso di disoccupazione (passato dal 6,1% al 12,7% delle forze di lavoro) che quello di povertà assoluta (aumentato dal 3,1% al 6,8% della popolazione).
Il contributo di idee di Rifare l’Italia per la legge di stabilità 2016 – presentato oggi da Francesco Verducci (senatore e coordinatore nazionale di Rifare l’Italia) insieme ad Antonio Misiani (deputato e responsabile questioni economiche di Rifare l’Italia), Daniele Marantelli (coordinatore dei deputati di Rifare l’Italia) e Giuseppina Maturani (senatrice e coordinatrice dei senatori di Rifare l’Italia) – parte da qui.

È necessario dare “un cuore sociale” alla legge di stabilità 2016, mettendo al primo posto la lotta all’esclusione sociale, il rafforzamento o l’introduzione di strumenti efficaci per dare spazio ai giovani nel mercato del lavoro (con un’attenzione specifica al mondo delle partite Iva), per garantire un reale diritto di studio nelle università, per sostenere le famiglie che vivono in affitto.

Rifare l’Italia torna inoltre a sottolineare la centralità, per il consolidamento della ripresa economica, della definizione e implementazione di una nuova strategia di politica industriale caratterizzata da misure non solo “orizzontali” (mirate all’insieme del comparto manifatturiero) ma anche “verticali” (individuando alcuni settori strategici a cui dedicare specifiche misure di sostegno). In questo quadro va collocata la centralità del Mezzogiorno, da concretizzare con un insieme di interventi focalizzati sulla ripresa degli investimenti pubblici e privati come volano per la ripresa dello sviluppo del Sud.

Questo è il quadro di sintesi delle proposte:

1) Dimezzare la povertà assoluta entro il 2020 attraverso l’introduzione graduale di un reddito di inclusione sul modello del Reis proposto dall’Alleanza contro la povertà

2) Ampliare le opportunità di lavoro per i giovani rendendo permanentemente più convenienti i contratti a tutele crescenti e introducendo elementi di flessibilità nel sistema pensionistico che favoriscano il ricambio generazionale

3) Un insieme di misure in favore dei professionisti con partita IVA, dal blocco permanente dell’aumento dei contributi INPS per gli iscritti alla gestione separata fino alla revisione del regime dei minimi (portando a 30 mila la soglia per i professionisti) e a maggiori tutele per la maternità, le malattie gravi e di lunga durata, i compensi per una serie di prestazioni “tipiche” nei rapporti con le pubbliche amministrazioni;

4) Aiutare le famiglie che vivono in affitto prevedendo un bonus fino a 2.000 euro per le giovani famiglie con figli che vivono in affitto e rafforzando (e stabilizzando) gli stanziamenti per il Fondo affitti e il Fondo morosità incolpevole

5) Garantire un reale diritto allo studio nelle università attraverso il raddoppio degli stanziamenti per il Fondo integrativo statale per le borse di studio in modo da poter finanziare tutti gli studenti idonei

6) Un pacchetto di proposte per favorire il rinascimento industriale del paese, dal rafforzamento degli incentivi per gli investimenti in beni strumentali (dalla riproposizione della c.d. “nuova Sabatini” ad un meccanismo di ammortamento maggiorato simile alla legge Macron recentemente adottata dalla Francia) e in ricerca e sviluppo, fino alla conferma e stabilizzazione dei bonus per le ristrutturazioni e il risparmio energetico

7) La ripartenza del Mezzogiorno è decisiva per consolidare la ripresa italiana. Per questo, è utile differenziare in favore delle regioni del Sud alcuni strumenti di incentivazione (da quelli per le assunzioni stabili ai crediti di imposta per i beni strumentali e le spese di ricerca e sviluppo), ricomprendere nella mission del Fondo strategico italiano e del Fondo italiano di investimento l’accelerazione dei processi di crescita nelle regioni in ritardo di sviluppo, utilizzare gli spazi di flessibilità europei per gli investimenti prioritariamente per finanziare l’infrastrutturazione del Mezzogiorno

8) Una riforma della finanza locale “amica della crescita”, attraverso il superamento del patto interno di stabilità e la razionalizzazione delle regole di equilibrio di bilancio per gli enti locali, la semplificazione (a parità di gettito) dell’imposizione sugli immobili diversi dalla prima casa, la ripartizione del fondo di solidarietà comunale interamente in base a capacità fiscale e costi standard, il completamento dell’attuazione della riforma Delrio con l’adeguamento delle risorse necessarie per erogare a costi standard i servizi pubblici gestiti dalle città metropolitane e dagli enti di area vasta

 

Un commento

  1. Rita Fiedoli says:

    Il punto 6 indica sgravi per l’industria ….. ricordiamoci che il futuro dovrà rivedere e rivslutare la terra nelle varie sue vesti, come reddito, e come territorio da vivere e da custodire, affinché quello che oggi accade non debba accadere. Cerchiamo di far vivere le montagne e lavorare sulle montagne senza che questo ti faccia diventare un povero eremita….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *