“Italikos”: ecco la proposta di riforma dell’Italicum

“Italikos”: qui di seguito il testo integrale della proposta di legge che modificherebbe l’Italicum (cancellando il ballottaggio, indicando un vincitore certo, garantendo governabilità, stabilità, centralità dei partiti politici).
 
Il presente disegno di legge si propone la modifica delle norme che regolano il sistema di elezione della Camera dei deputati di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, come recentemente modificato dalla legge 6 maggio 2015, n. 52.
L’elemento controverso del cosiddetto Italicum è il ballottaggio per l’assegnazione del premio di maggioranza nel caso che nessuna lista raggiunga la soglia del 40% al primo turno.
La principale criticità individuata da molti osservatori riguarda il fatto che il ballottaggio venga utilizzato per l’attribuzione di un premio di maggioranza in un meccanismo a base proporzionale e di lista, invece che tra due candidati a una carica monocratica come tradizionalmente avviene e che, come conseguenza, tale meccanismo non escluda la possibilità di un’estensione eccessiva del premio rispetto ai consensi ottenuti al primo turno dalla lista vincente. La presente proposta consentirebbe di far venir meno tali criticità, preservando la necessità di favorire la governabilità e di individuare chiaramente un vincitore ed evitando, al tempo stesso, il rischio di un ritorno alle coalizioni pre-elettorali coatte.

 
La proposta
 
La proposta prevede l’attribuzione di un premio di governabilità di 90 seggi (ossia circa il 14% sul totale dei seggi della Camera dei deputati) alla lista che ha conseguito il maggior numero di voti e che abbia ottenuto almeno il 20% dei voti validi espressi a livello nazionale. Il premio non eccederebbe quindi il livello massimo raggiungibile al primo turno sulla base dell’Italicum attuale dove, come è noto, il premio può arrivare a circa il 14% nel caso la prima lista consegua il 40% dei voti. Al di sopra di quel livello, secondo il sistema qui proposto, il premio non potrebbe comunque attribuire un numero di seggi aggiuntivi superiore ai 340 seggi, già individuati dalla legge come un numero di deputati che garantisce una sicura maggioranza al partito più votato. Al di sotto di quel livello, invece, la formazione di una maggioranza richiederebbe una coalizione con uno o più partiti minori. L’attribuzione in ogni caso di un consistente premio di governabilità al primo partito (che per fare un esempio con il 30% dei voti lo porterebbe al 44%, che tenendo conto della piccola disproporzionalità indotta dalla soglia di sbarramento diventerebbe circa il 46% dei seggi) consentirebbe però di evitare la via obbligata di una grande coalizione e renderebbe sufficiente l’alleanza con una o più forze minori, salvaguardando al tempo stesso il primato del partito più votato e l’attitudine di questo ad esprimere il Presidente del Consiglio.
 
Coerentemente con tale impostazione se la lista più votata ha già conseguito un numero di voti che le consente di vedersi attribuiti un numero di seggi uguale o superiore a 340, il premio non ha ragione di scattare in quanto la maggioranza dei seggi sufficiente a garantire un buon grado di governabilità è già stata conseguita dalla lista più votata.
 
In altre parole, le elezioni avrebbero un chiaro vincitore e la formazione di una maggioranza sarebbe favorita, evitando al tempo stesso ogni rischio di eccessivo allargamento del premio. Il superamento del doppio turno e l’attribuzione di un premio fisso al primo partito appaiono pienamente compatibili con il mantenimento dell’impianto dell’Italicum per quanto riguarda sia le circoscrizioni elettorali e i collegi plurinominali, che le modalità di espressione del voto.
 
La proposta ha il pregio di favorire la governabilità escludendo a priori che la compressione della rappresentatività della Camera possa risultare smisurata. In primo luogo, subordina l’attribuzione del premio ad una soglia minima, pari al 20% dei voti validi espressi a livello nazionale. In secondo luogo, attribuisce un carattere certo, ragionevole e precostituito al premio e lo orienta esclusivamente a favorire la governabilità, tanto che esso si comprime progressivamente quanto più la lista più votata si avvicina alla quota di 340 seggi, quando cioè è la stessa forza rappresentativa espressa della lista nella competizione elettorale ad assicurare la governabilità, senza che vi sia più bisogno di un correttivo premiale.
 
Tali elementi escludono in radice quei difetti che hanno indotto la Corte costituzionale a dichiarare, con la sentenza n. 1 del 2014, l’illegittimità costituzionale della legge 21 dicembre 2005, n. 270, come molti dei rilievi critici che sono stati in questi mesi riproposti contro l’Italicum. Infatti, il meccanismo premiale qui proposto non può essere “foriero di una eccessiva sovra-rappresentazione della lista di maggioranza relativa”, né consentire “ad una lista che abbia ottenuto un numero di voti anche relativamente esiguo di acquisire la maggioranza assoluta dei seggi”. La distorsione prodotta dal premio di governabilità fra voti espressi ed attribuzione di seggi assume una misura ragionevole e strettamente proporzionale a quell’obiettivo, individuato dalla stessa Corte come senz’altro costituzionalmente legittimo, “di agevolare la formazione di una adeguata maggioranza parlamentare, allo scopo di garantire la stabilità del governo del Paese e di rendere più rapido il processo decisionale”.
 
 
DISEGNO DI LEGGE
 
Art. 1
 
(Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati)
 
1. All’articolo 1, secondo comma, del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, di seguito denominato «decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 », le parole: “con l’eventuale attribuzione di un premio di maggioranza, a seguito del primo turno di votazione qualora una lista abbia conseguito un numero di voti validi pari almeno al 20 per cento del totale nazionale, ovvero a seguito di un turno di ballottaggio ai sensi dell’articolo 83” sono sostituite dalle seguenti: “con l’eventuale attribuzione di un premio fisso di governabilità, alla lista che abbia conseguito il più alto numero di voti validi pari almeno al 20 per cento del totale nazionale ai sensi dell’articolo 83”.
 
2. All’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 il quinto comma è soppresso.
 
3. All’articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 il comma 2-bis è soppresso.
 
4. All’articolo 83 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
 
a) al comma 1, numero 5) è soppresso e il numero 6) è sostituito dal seguente: “6) verifica se la lista con la maggiore cifra elettorale nazionale, individuata ai sensi del numero 2), abbia conseguito almeno 340 seggi”;
 
b) il comma 2 è sostituito dai seguenti:
 
2. Qualora la verifica di cui al comma 1, numero 6), abbia dato esito negativo, l’Ufficio verifica se la cifra elettorale nazionale della lista con la maggiore cifra elettorale nazionale, individuata ai sensi del comma 1, numero 2), corrisponda ad almeno il 20 per cento del totale dei voti validi espressi, fermo restando quanto stabilito al comma 6.
 
2-bis. Se la verifica di cui al comma 2 ha dato esito negativo, resta ferma l’attribuzione dei seggi ai sensi del comma 1, numero 4).
 
2-ter. Se la verifica di cui al comma 2 ha dato esito positivo alla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale vengono ulteriormente attribuiti un numero aggiuntivo di seggi fino ad un massimo di 90 seggi, che costituiscono il premio di governabilità. In tale caso l’Ufficio somma ai seggi attribuiti alla lista ai sensi del comma 1, numero 4) gli 90 seggi del premio di governabilità e verifica se il totale di seggi attribuito alla lista superi i 340 seggi. In caso positivo sottrae alla lista i seggi in eccesso, in modo tale che il numero dei seggi aggiuntivi del premio di governabilità non superi quello necessario per arrivare al totale di 340 seggi, fermo restando quanto stabilito al comma 6. In tali casi l’Ufficio assegna il numero di seggi così determinato alla suddetta lista. L’Ufficio divide quindi la cifra elettorale nazionale della lista per il numero di seggi assegnato, ottenendo così il quoziente elettorale nazionale di maggioranza.”
 
c) il comma 5 è soppresso;
 
d) al comma 6 le parole “ovvero delle liste ammesse all’eventuale ballottaggio; ai fini del conseguimento della percentuale di cui al comma 1, numero 5)” sono sostituite dalle seguenti: “; ai fini del conseguimento della percentuale di cui al comma 2”.
 
5. All’articolo 83-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, le parole “premio di maggioranza” sono sostituite, ove ricorrono, con le seguenti: “il premio di governabilità”.
 
6. All’articolo 93, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, al secondo comma, lettera c), l’ultimo periodo è soppresso.
 
7. All’articolo 93-ter, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, il comma 3 è soppresso.
 
8. All’articolo 93-quater, del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, sono apportate le seguenti modificazioni:
 
a) al comma 4 le parole: “ovvero comma 2, o ancora a seguito dello svolgimento del ballottaggio” sono sostituite dalle seguenti: “comma 2-bis, ovvero comma 2-ter”;
 
b) al comma 6 dopo le parole: ” comma 1, numero 7),” sono inserite le seguenti: “ovvero comma 2-bis,”;
 
c) al comma 7 sostituire il primo periodo con il seguente: ” Qualora l’Ufficio centrale nazionale determini l’attribuzione dei seggi ai sensi dell’articolo 83, comma 2-ter, l’Ufficio centrale circoscrizionale, ricevutane comunicazione, assegna due terzi dei seggi di cui all’articolo 93-bis, comma 2, alla lista che ha conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale e i seggi restanti alle altre liste ammesse.”.

9 Commenti

  1. Salvatore says:

    Credo che risolva bene il problema di rappresentanza e favorisce la governabilità con il premio assegnato a chi vince le elezioni, superando comunque il 20%, fino ad un massimo di 90 seggi. Certamente non garantisce sempre la governabilità ma l’aiuta molto. Penso che vada bene così, che sia giusto che se non si prende un numero di voti tali che con l’attribuzione del premio non si raggiunge i 340 seggi si debba avere un governo di coalizione. Si evita il secondo turno dove le minoranze votano per far perdere il vincente del primo turno, dando un voto contro.

  2. Eugenio Fezza says:

    penso che tale proposta di modifica dell’Italicum possa essere largamente condivisa in quanto assicura non solo la Stabilità del Governo del Paese ma anche una ampia rappresentativita alle forze politiche dell’arco costituzionale.
    Finalmente. Adesso tutti possono accedere all’appuntamento referendario votando convintamente per il SI.

  3. Eugenio Fezza says:

    penso che tale proposta di modifica dell’Italicum possa essere largamente condivisa in quanto assicura non solo la Stabilità del Governo del Paese ma anche una ampia rappresentativita alle forze politiche dell’arco costituzionale.
    Finalmente. Adesso tutti possono accedere all’appuntamento referendario votando convintamente per il SI.

  4. angelo Michele says:

    Oora mi aspetto mi aspetto che gli oppositori non trovano altri cavilli per accodarsi a professionisti del (no ad ogni costo) ma io sono pessimista.

  5. Alberto says:

    Italikos è un nome straniero.

  6. Alberto says:

    Italikos?
    Ci stiamo avvicinando alla Grecia?

  7. Massimiliano says:

    Ma quindi di preferenze non ne volete proprio sentir parlare eh?

    Lo comprendo bene visto e considerato che molti personaggi, con le preferenze rimarrebbero moooolto delusi, ma vi dovete mettere in testa che i Cittadini devono essere in condizione di eleggere i loro Rappresentanti e la sta storia che fate tutto tra le 4 mura delle segreterie non regge più..
    CIAONE a tutti

  8. Henri Schmit says:

    Pessima correzione. Mantiene i trucchi indecenti per la loro inutile complessità con l’obiettivo illusorio di creare una maggioranza numerica artificiale. Non funzionerà perché c’è l’articolo 67 della costituzione. Un articolo sacrosanto. L’italikos non corregge il vero vizio dell’italicum (e del procellum): la violazione della libera scelta dei deputati dagli elettori (pure sancita dall’articolo 48). Indirettamente viola pure il libero accesso dei cittadini alle candidature (art. 51). Il gioco dei capolista bloccati tende poi a vincolare i deputati che pur di poter sperare di essere riammessi sulle future liste voteranno sotto quasi vincolo verso il candidato alla presidenza del consiglio indicato sulle schede e che sarà pure capo-partito. Sarà un sistema di nomenclatura pluripartitico. Ma non dovevamo lottare contro le caste chiuse?

  9. Umberto Troise says:

    Meglio una soluzione più semplice, da adottare anche per il Senato, a questo punto. Proporzionale con 100 collegi plurinominali per la Camera, come previsto dall’Italicum e 50 per il Senato. Un voto di preferenza. Ripartizione dei seggi con metodo Hare-Niemeyer (o dei resti più alti) su base nazionale per la Camera e regionale per il Senato. Clausola di sbarramento all’8%, nazionale per la Camera e regionale per il Senato. Il grado di omogeneità tra le future maggioranze di Camera e Senato potrebbe non essere perfetto, data la composizione parzialmente differente dei corpi elettorali, la diversa dimensione dei due organi costituzionali e la diversità delle basi territoriali di riferimento delle rispettive leggi elettorali, ma dovrebbe essere (si spera) abbastanza elevato. Meglio rinunciare ai premi predefiniti ed affidarsi ad un’alta soglia di sbarramento che sovrarappresenti egualmente tutti i partiti sopra la soglia.

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  1. Italikos | Notiziole di .mau. - […] (ma ora si chiamano tutti Matteo?). Oggi non l’ho più sentita commentata. Misteri. L’Italikos, se ho ben capito, si…

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