Fausto Raciti: “Niente fughe in avanti alle regionali”

Giacinto Pipitone, Giornale di Sicilia, 9 febbraio 2016
 
 
Si dice certo che la Finanziaria verrà approvata in tempi brevi e che lo scontro fra il suo partito e il presidente della Regione è stato superato. Ma rinvia il dibattito sulle candidature a Palazzo d’Orleans mentre «benedice» l’intesa che si sta trovando al Comune di Palermo per sostenere Leoluca Orlando. Fausto Raciti, segretario regionale del Pd, rilegge gli ultimi complicati giorni e indica la rotta per evitare nuove crisi nella maggioranza.

Il Pd e Crocetta sono stati a un passo dalla rottura. Il suo partito ha minacciato di non votare la Finanziaria. Come è riuscito a rimettere a posto i cocci?

«Abbiamo fatto una lunga riunione martedì e abbiamo chiuso una discussione aperta da settimane. C’era un problema di coinvolgimento sulle decisioni da prendere. È stato concordato che la Finanziaria sarà snella. C’è una disponibilità del presidente a discutere modifiche. E c’è l’impegno reciproco di evitare una Finanziaria costruita sulla campagna elettorale dei singoli deputati. Dobbiamo approvare una manovra economica che, letta col Patto per la Sicilia, possa permetterci di attuare il progetto di sviluppo, possibile visto che ormai siamo fuori dal rischio default».

Resta il fatto che ad ogni appuntamento importante il Pd e Crocetta, che del Pd fa parte, litigano.

«Noi siamo un partito che discute alla luce del sole. Sulla Finanziaria è stato posto un problema dal gruppo. Ora è stato risolto».

I deputati sostengono che questa manovra non offre risposte a quella parte dell’elettorato che si dichiara scontenta. Cosa manca a questa Finanziaria?

«Le risposte all’elettorato scontento sono nel Patto per la Sicilia, il piano di investimenti di 2,3 miliardi entro il 2017 concordato con il governo nazionale. Io mi limito a considerare che oggi non c’è più il rischio default e che tra fondi Ue e Patto per la Sicilia, sblocco delle assunzioni nella sanità e stabilizzazioni nel pubblico impiego stiamo provando ad affrontare questioni di lunga data. Deve essere però chiaro a tutti che il tema della prossima campagna elettorale sarà quello di rispondere a una parte di Sicilia che, per il restringimento della capacità di spesa della Regione, si sente esclusa da tutto e non può invece restare esclusa».

A chi si riferisce?

«Servono strumenti di inclusione economica, sociale e democratica per tutti quelli che storicamente non hanno avuto rapporti col settore pubblico e si sentono tagliati fuori: penso ai giovani, ai neet, agli ultracinquantenni che hanno perso il posto di lavoro. Serve una politica espansiva sul piano economico. Questo governo sta offrendo alcuni strumenti per far ripartire l’economia e poi serve un allargamento delle protezioni sociali».

Quando sarà approvata la Finanziaria? All’Ars c’è chi teme una proroga dell’esercizio provvisorio…

«Io spero che possa essere approvata in tempi brevi e senza dilapidare risorse in misure a pioggia».

Va detto che uno dei temi, o forse il tema principale, che ha fatto deflagrare lo scontro fra Pd e Crocetta è proprio la autocandidatura del presidente. Lei si può sbilanciare? Il Pd sosterrà la ricandidatura del suo presidente uscente?

«Quando è nato il governo politico, questo, è stato fatto un patto con Crocetta per impiegare al meglio gli anni restanti. Chiusa la Finanziaria va aperta una discussione politica su come scommettersi per il futuro. Sapendo che ci sono temi che attengono alla politica e alle alleanze. In questo momento non ci sono candidati, c’è un governo che per metà è espressione del Pd. Si illude chi pensa di far finta che non sia così. Vorrei che decidessimo insieme, quando arriverà il momento, su come affrontare le Regionali».

Però non è solo Crocetta che si è autoricandidato. Anche Davide Faraone lavora apertamente al dopo-Crocetta.

«Le candidature saranno la conseguenza della coalizione che costruiremo e degli obiettivi che ci daremo. Per questo continuo a invitare tutti a stare nel percorso che abbiamo immaginato insieme ed evitare fughe in avanti, in questo noi del Pd abbiamo una responsabilità in più degli altri, sempre tentati dal giocare nelle nostre contraddizioni in funzione dei propri interessi. Sono affezionato all’ alleanza tra riformisti e moderati, ma so anche che una larga parte di siciliani guarda con disaffezione agli schemi politici e che servirà molto di più di una buona alleanza per vincere. Serve innanzitutto un programma per quel pezzo di Sicilia che non può essere lasciato all’avventurismo dei grillini».

A proposito di coalizione. Orfini a Roma sta allontanando Ncd. E in Sicilia?

«Orfini pone un problema che riguarda la legge elettorale del Parlamento nazionale, non il rapporto con Ncd. In Sicilia abbiamo già una legge di coalizione. La mia idea è che siano e restino un alleato importante insieme ai centristi di D’Alia».

Farete le primarie?

«È una proposta di cui discuteremo con gli alleati».

A Palermo invece è fatta fra voi e Orlando?

«Il Pd di Palermo sta lavorando a una lista di coalizione per Orlando. Speriamo bene».

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