Stefano Esposito: “Primarie per la premiership e subito al voto”

Il Tempo, 13 febbraio 2017

 
 

Senatore Stefano Esposito, che succederà?
«Vedremo le relazione che farà Renzi, se confermerà o meno l’idea di dimettersi che tutti danno per certa. Non ho elementi che sarà così, non faccio il veggente. Spero non scelga di farlo perché dobbiamo votare. Ci sono stati esponenti che hanno lanciato una raccolta firme per chiedere il congresso anticipato. Se accadrà questo, Bersani, D’Alema e gli altri avranno avuto la meglio, ma spero siano consapevoli di cosa significa con le nostre regole note – e cioè la presentazione di candidature politiche e piattaforme politiche e il pronunciamento prima degli iscritti – andare a un congresso anticipato».

Lei è per andare al voto subito.
«Lo dico da parecchio, non da ieri. La mia posizione è fare le primarie per scegliere il candidato alla premiership del Pd. E prima delle primarie convocare una conferenza programmatica perché bisogna capire cosa fare, parlare di politica, è essenziale. Poi, dopo le elezioni, il congresso. Il congresso anticipato rischia di essere una conta, come già nel 2012 tra Renzi e Bersani. In un momento in cui invece abbiamo un grande bisogno di proposte politiche, lo ribadisco. Diventerebbe questo: un referendum pro o contro Renzi, un meccanismo che farebbe male al partito».
Il Pd si dividerà?
«Guardi, D ‘Alema ha convocato un’assemblea per dire che erano pronti a fare la scissione, poi in un’intervista ha detto che scherzava e ora chi strenuamente voleva il congresso, Emiliano, Rossi e Speranza, fanno un passo indietro. Io la scissione non la auspico, me la risparmierei di sicuro. Ma il quadro è complicato e non me la sento di poter escludere niente. È incomprensibile questo impazzimento, e non ha niente a che fare con la politica. Bisognerebbe chiedere a loro perché cambiano sempre idea».
Cosa è mancato di più al Pd negli ultimi tempi?
«La politica, l’attenzione all’organizzazione del partito che si è troppo lasciata andare. E poi lavolontà di alcuni esponenti carica di rancore verso Renzi: utilizzano toni e dichiarazioni praticamente da opposizione».
Perché?
«Perché una parte del Pd non ha accettato la vittoria di Renzi a segretario Pd. Glielo dice uno che all’epoca votò per Cuperlo».

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