Carta d’intenti di adesione al Comitato promotore dell’Associazione Rifare l’Italia

Nel pieno di un passaggio importante per la sinistra italiana e per la vicenda repubblicana del Paese, Rifare l’Italia vuole essere luogo di incontro di chi sceglie un rinnovato impegno politico, nella convinzione che sia la risposta al declino di questi anni.

Ancor più all’indomani dello svolgimento del congresso del Partito Democratico, segnato da una forte volontà di cambiamento, da quella stessa ansia (talvolta indistinta e contraddittoria) che pervade gli umori di una società italiana smarrita e prostrata da una crisi interminabile, ma vogliosa di rivalsa e protagonismo.

Eppure, nei mesi che hanno preceduto il voto politico del febbraio scorso, il Pd ha fatto finta di non vedere, confidando nella ‘maggioranza silenziosa’.

Ma oggi nell’occidente sconvolto dalla crisi, con intere generazioni che reclamano futuro e cittadinanza, non c’è silenzio. Ci sono voci urlate nei sismografi dei social network, nelle strade, nei retrobottega, nei capannoni.

La lezione di quel voto è severa: se non si riconoscono le ragioni della protesta non si è credibili nel professare il cambiamento. O protesta e cambiamento vanno insieme, oppure la protesta travolge e impedisce il cambiamento.

Questo è per noi il punto decisivo: riconnettere volontà di emancipazione e impegno politico, in un momento in cui la voglia di cambiare si indirizza perlopiù contro la politica, mutandosi in una pulsione distruttiva e conservatrice.

A noi tocca buttare giù il muro tra politica e società, dando voce a chi sta pagando i costi della crisi.

Qui sta il significato della nostra iniziativa, che vuol stimolare un nuovo senso comune, che si rivolge non solo a quanti si riconoscono nel Pd, ma a tutti coloro consapevoli che il cambiamento è possibile solo se ‘politico’, se raddrizza storture e sana ferite sociali divenute insopportabili per la coesione e la tenuta economica del Paese.

C’è un terreno che la sinistra deve riconquistare per ritrovare la propria ragion d’essere, ridare credibilità alla politica e rilegittimazione ai Partiti: è il terreno della lotta alle diseguaglianze, che oggi rappresentano (con metà della ricchezza italiana concentrata nelle mani del 10%) non solo una intollerabile ingiustizia sociale ma il più grande impedimento alla crescita del Paese.

La sinistra deve tornare ad avere una politica economica, smettere di arretrare, darsi il coraggio di una iniziativa a viso aperto per non subire dogmi economici (come quello del pareggio di bilancio) rivelatisi fallimentari. Dica con forza che la pallida ripresa che si intravede non è dovuta alle politiche di austerità, ma si fa largo nonostante il rigore; che non ci sarà crescita sinché la ricchezza (in termini economici, di benessere, salute, opportunità) non verrà redistribuita, stimolando per molti non solo la possibilità di tornare a consumare ma di tornare a credere in sé stessi. Riaccendendo insieme il motore del Paese. Abbattendo squilibri territoriali e discriminazioni di genere. Promuovendo investimenti: nel lavoro, nella produzione, nel sapere, nell’incremento dei beni comuni, a partire da territorio, ambiente, risorse naturali, trasformando radicalmente stili di vita e modelli di sviluppo.

Ridare speranza e fiducia. Questo proveremo a fare. Nella convinzione che sono urgenti e necessarie riforme profonde, costituenti, sul piano economico, sociale, istituzionale. L’Italia aspetta da troppo tempo. Su questo misureremo la capacità del Partito Democratico e nostra, da subito.

Dovremo spingere con forza perché si avvii il percorso costituente della Terza Repubblica, aprendo un cantiere che coinvolga autonomie locali e forze sociali.

Per tutto questo nasce l’Associazione Rifare l’Italia. Sarà luogo di iniziativa e di costruzione di una rinnovata cultura politica, perchè l’una non può esistere senza l’altra.

Terrà insieme chi è impegnato nella costruzione del Pd per farne soggetto centrale per il rilancio sociale e civile del Paese, valorizzando il contributo di amministratori territoriali, energie del mondo economico, associativo, culturale, delle professioni e del lavoro.

Per conquistare uno spazio ampio nel discorso pubblico, e al tempo stesso contribuire a ricostruire il radicamento sociale del riformismo italiano ed europeo.

Servirà reinventarsi, costruire una rete di idee e buone pratiche larga e riconoscibile, una alleanza degli innovatori che sconfigga il blocco delle rendite che paralizza e impoverisce le nostre società.

Per costruire classe dirigente. Ridare alla politica autonomia, decisione, rappresentanza. Essere protagonisti in Italia di un nuovo patto repubblicano, ed in Europa di una stagione di rinascita che poggi su nuovi paradigmi, lasciando alle spalle i vincoli di Maastricht.

Staremo insieme su questo comune sentire e punto di vista. Ne faremo il terreno nel quale nasca e si ritrovi una forte coscienza politica.

Una sinistra che non chiuda gli occhi, non sia nè pigra nè arrendevole, ma finalmente capace di riappropriarsi e di far vivere il cambiamento.