“Italikos”: ecco la proposta di riforma dell’Italicum

“Italikos”: qui di seguito il testo integrale della proposta di legge che modificherebbe l’Italicum (cancellando il ballottaggio, indicando un vincitore certo, garantendo governabilità, stabilità, centralità dei partiti politici).
 
Il presente disegno di legge si propone la modifica delle norme che regolano il sistema di elezione della Camera dei deputati di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, come recentemente modificato dalla legge 6 maggio 2015, n. 52.
L’elemento controverso del cosiddetto Italicum è il ballottaggio per l’assegnazione del premio di maggioranza nel caso che nessuna lista raggiunga la soglia del 40% al primo turno.
La principale criticità individuata da molti osservatori riguarda il fatto che il ballottaggio venga utilizzato per l’attribuzione di un premio di maggioranza in un meccanismo a base proporzionale e di lista, invece che tra due candidati a una carica monocratica come tradizionalmente avviene e che, come conseguenza, tale meccanismo non escluda la possibilità di un’estensione eccessiva del premio rispetto ai consensi ottenuti al primo turno dalla lista vincente. La presente proposta consentirebbe di far venir meno tali criticità, preservando la necessità di favorire la governabilità e di individuare chiaramente un vincitore ed evitando, al tempo stesso, il rischio di un ritorno alle coalizioni pre-elettorali coatte.

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#Mezzogiornoriparte, le proposte di Rifare l’Italia per il Sud

Unità.tv, 4 novembre 2015

 

Sono state presentate oggi in conferenza stampa le proposte di modifica della legge di stabilità avanzate da Rifare l’Italia. In particolare, nel giorno in cui il governo ha presentato il Masterplan per il Mezzogiorno, l’attenzione dei Giovani turchi del Pd si concentrano proprio sul Sud.

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Le misure giuste – Un “cuore sociale” per la legge di stabilità 2016

Il contributo di idee di Rifare l’Italia – Roma, 6 ottobre 2015

 

L’Italia è finalmente in ripresa, come evidenziano i dati economici e occupazionali. Ma la ripresa è soggetta a non poche incognite sul fronte globale e va rafforzata e consolidata.
Per questo è molto condivisibile la scelta del Governo – esplicitata nella nota di aggiornamento del DEF 2015 – di impostare una manovra di bilancio espansiva per il triennio 2016-2018, utilizzando le clausole di flessibilità europee per le riforme, per gli investimenti e – se verrà decisa – per l’emergenza immigrazione.

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Assemblea Rifare l’Italia Veneto, l’introduzione di Giovanni Tonella

Prima Assemblea regionale del Veneto di Rifare l’Italia
Festa de l’Unità Abano Terme (PD) – 20 luglio 2014
Introduzione di Giovanni Tonella

Carissimi amiche e amici, compagne e compagni, democratiche e democratici,

ringrazio i presenti a questa assemblea. Ringrazio coloro che hanno reso possibile questa iniziativa dal punto di vista organizzativo, quindi in primo luogo i democratici della festa di Abano e in particolare Jessica Canton. Ringrazio soprattutto Francesco Verducci che è qui con noi e che è il coordinatore nazionale di Rifare l’Italia. A lui soprattutto dobbiamo una costante e lucida opera di organizzazione in questi anni e mesi.

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La sfida di ‘Rifare l’Italia’. A giugno Assemblea nazionale e Festa di ‘Left Wing’

‘Rifare l’Italia’. È la sfida dei democratici. Di quanti scelgono di impegnarsi per cambiare il Paese.

Servono riforme radicali: istituzionali, economiche, sociali. Troppe volte in questi anni i progressisti hanno mancato di svolgere fino in fondo il proprio ruolo. Per debolezza, inconcludenza, subalternità. Il fallimento della ‘seconda Repubblica’ è stato innanzitutto l’incapacità della politica di cementare un nuovo patto repubblicano e sociale, inclusivo, fondato su diritti e cittadinanza, capace di valorizzare e mobilitare le enormi energie del Paese. Invece prima il declino e la stagnazione del sistema industriale e del tessuto produttivo, poi l’incapacità di reagire con politiche espansive alla crisi mondiale dovuta alla deregulation dei mercati hanno lasciato macerie.

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“All’Italia serve un Job Pact” di Matteo Orfini

Dal sito www.leftwing.it

Non c’è niente di nuovo nel precarizzare la vita di milioni di persone. La sinistra italiana lo ha fatto a più riprese, dagli anni 90 in poi, credendo a chi teorizzava che col sacrificio delle tutele si sarebbe creato d’incanto nuovo lavoro. Una tesi già in sé discutibile per lo scambio che propone, ma tanto più insopportabile perché infondata, come la storia di questa crisi ha ormai ampiamente dimostrato. Se oggi le imprese non assumono, evidentemente, la ragione non sta nella rigidità del mercato del lavoro, ma nella mancanza di commesse.

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