Andrea Orlando: “Tribunali specializzati per rilanciare l’economia”

Alessandro Galimberti intervista Andrea Orlando, Il Sole 24 ORE, 21 agosto 2014

Ministro Orlando, nei 12 punti della riforma della giustizia prendete di petto vent’anni di problemi incancreniti – dal collasso del processo civile al funziona mento del Csm, dal ripristino del penale societario e della “adeguata” prescrizione fino alla questione intercettazioni – e sui quali più di un esecutivo ha alzato bandiera bianca. Certamente ne avete la consapevolezza, ma c’è la determinazione a non perdere pezzi per strada?

Guardi, c’è senz’altro una forte determinazione politica ma prima ancora la consapevolezza che molti di questi problemi bloccano l’economia e mettono in pericolo la tenuta del Paese.

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“Italia-Germania 2014: la partita è sull’acciaio”, di Gianluca Rossi

Gianluca Rossi, Europa, 19 agosto 2014

Italia-Germania? Tre a uno. Era l’11 luglio del 1982, la Germania era quella dell’Ovest, del Muro di Berlino e di Helmut Schmidt. L’Italia quella del governo Spadolini, di Pertini e l’indimenticabile fotogramma della partita a carte giocata all’ombra della coppa del mondo. Italia-Germania 2014: i campioni nel mondo in Brasile sono quelli della Merkel, dell’euro-austerity e della multinazionale Thyssenkrupp. l’Italia ha Renzi e una crisi economica da lasciare alle spalle. E poi ci sono gli operai dell’acciaieria Thyssen di Terni, che nei giorni scorsi hanno dovuto bloccare l’A1 per manifestare contro lo smembramento della loro fabbrica.

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“Project bond sui mercati internazionali per sostenere la rigenerazione del territorio”, di Andrea Cozzolino

Andrea Cozzolino, Il Mattino, 13 luglio 2014

La crisi di Napoli, pur all’interno del più vasto quadro di difficoltà vissute dalla gran parte delle città, patisce la sempre più marcata e vistosa assenza delle istituzioni locali, che ha determinato un preoccupante immobilismo delle idee e dei progetti. Dal canto loro, il governo nazionale e il Presidente del Consiglio hanno mostrato la volontà di imprimere una svolta. Le proposte sono un fatto serio. È, per questo, molto importante individuare non solo l’ordine delle priorità, ma anche gli strumenti e la disponibilità finanziaria, Non trasformiamo una occasione, in una inutile e sterile discussione estiva. Cruciale sarà la dimensione europea e la capacità dei progetti di attrarre investimenti internazionali.

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Matteo Orfini: “Serve un Pd rivoluzionato”

Carlo Bertini intervista Matteo Orfini, La Stampa, 12 agosto 2014

«È chiaro che la fatica con cui siamo riusciti a portare a casa i primi risultati in questi primi mesi di governo dimostra la necessità di avere a fianco del governo un partito rivoluzionato rispetto a quello che è oggi il Pd, all’altezza di quel 41% di voti presi alle europee». Matteo Orfini è da qualche mese presidente dell’assemblea nazionale del Pd, guida la corrente lealista dei «giovani turchi» e anche per la sua tendenza a dire le cose senza peli sulla lingua, con Renzi ha un ottimo rapporto. Entrambi sono convinti che dopo il dato eccezionale delle europee, il Pd si debba radicare, facendo tesoro del segnale degli elettori e aprendosi a nuove forze. «Come ha detto Renzi, oggi la frattura nel Paese è tra chi difende i privilegi acquisiti e tutti gli altri che ne sono tagliati fuori. Dobbiamo scardinare le rendite di posizione anche quando a goderne sono pezzi di società storicamente vicini al centrosinistra. Questo significa aprire il Pd a quella nuova classe dirigente che c’è nella politica, nel Parlamento e nel Paese, che vuole combattere con noi questa battaglia».

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“Dopo la gelata ora un cambio di marcia”, di Antonio Misiani

Antonio Misiani, Europa, 9 agosto 2014

La doccia fredda di un’economia nuovamente in recessione ci ha riportato alla dura realtà della nostra crisi, che è strutturale e di lungo periodo. L’Italia è cresciuta sistematicamente meno degli altri paesi che appartengono alla zona Euro dal 1989 al 2007 (unica eccezione, il 1995), è arretrata più degli altri durante la recessione, e ora non riesce ad agganciare il treno della ripresa.

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“Modello Finmeccanica per lo sviluppo del Sud”, di Valeria Valente

Valeria Valente, Il Mattino, 9 agosto 2014

Il nuovo piano industriale di Finmeccanica, che sarà presentato in autunno e alla cui realizzazione sta lavorando il rinnovato management aziendale, rappresenta un’occasione concreta per dare finalmente al problema della desertificazione industriale al Sud risposte che non siano le solite belle parole. Il progetto di risanamento del gruppo Finmeccanica, di cui il Governo è principale azionista, è di vitale importanza. Perché se in alcuni casi l’unico futuro possibile è quello della riconversione, qui invece la vitalità e l’eccellenza delle attività industriali richiedono investimenti e rilancio.

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Chiara Gribaudo: “Palestina, basta chiudere gli occhi. Italia e UE prendano l’impegno di costruire la pace”

L’onorevole del Pd Chiara Gribaudo ha partecipato nei giorni scorsi alla missione “Parlamentari per la pace” che ha visitato i territori in guerra di Israele e Palestina. Questo pomeriggio si è tenuta a Montecitorio la conferenza stampa.

«Nelle visite che abbiamo fatto – tra cui quella all’ospedale che cura i bambini feriti a Gaza – e nei molti incontri con rappresentanti politici e della società civile, ci siamo resi conto di quanto la situazione, in primis quella umanitaria, sia estremamente grave. Più di quanto le cronache giornalistiche riescano a far comprendere all’esterno» ha dichiarato l’on. Gribaudo. «Abbiamo voluto intraprendere questo viaggio in autonomia per vedere con i nostri occhi e ascoltare con le nostre orecchie. Abbiamo così potuto incontrare chi, da una parte e dall’altra, vuole far tacere le armi, per far sentire loro la presenza di una comunità internazionale troppo assente e spesso cieca».

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Andrea Orlando: “La responsabilità civile dei giudici non sarà un meccanismo punitivo”

Francesco Grignetti, La Stampa, 5 agosto 2014

Entra nel vivo la riforma della giustizia. Il Guardasigilli Andrea Orlando in settimana incontrerà i parlamentari delle commissioni Giustizia di maggioranza e poi quelli di opposizione per discutere della prima tranche della riforma. In questa intervista il ministro spiega che per lui i risultati dei primi incontri, quelli con la maggioranza, saranno «impegnativi», senza chiudere però agli apporti costruttivi delle opposizioni.

Ministro, di che cosa discuterete?

«Dei dodici capitoli in cui è composta la riforma della giustizia, ora è il momento di approfondire i temi di cui abbiamo pubblicato le schede sul nostro sito e su cui è già aperta la consultazione popolare on-line. Vogliamo evitare una discussione onnicomprensiva, che diventerebbe subito difficile, e restare ancorati al merito delle proposte sui singoli temi. Vorrei si mantenesse il rilievo che finora è stato dato al processo civile ad esempio, un tema fondamentale da affrontare dopo i buoni risultati dell’innovazione prodotta dal processo civile telematico. Ritengo che su questi temi, cosi come sulle proposte per fronteggiare la criminalità economica ed organizzata, ci sia una buona condivisione di partenza. Su altri temi (ad esempio i tempi delle prescrizioni ndr) le distanze sono più importanti. Ci sarà da fare più lavoro».

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Andrea Orlando: “Per cambiare la giustizia ci confronteremo anche con le opposizioni”

Liana Milella, la Repubblica, 3 agosto 2014

Non farà vacanze, il Guardasigilli Andrea Orlando. Al lavoro pure a Ferragosto «perché entro il 20 metterò on-line sul sito del ministero i 12 punti della riforma». Da settembre sarà pronto a partire con i singoli testi di quella che si annuncia la più importante manovra sulla giustizia degli ultimi vent’anni, visto che tocca i temi più dibattuti, dal Csm alla prescrizione, dalla corruzione al processo civile. Un assaggio del confronto ci sarà a partire da martedì, quando il ministro incontrerà i gruppi parlamentari della maggioranza per fare «un primo screening sulla riforma». Poi, a seguire, ecco il colloquio con l’opposizione. Mentre torna a La Spezia, la sua città, Orlando non nasconde la soddisfazione per il voto sulle carceri, «un importante passo avanti perché abbiamo evitato condanne da 300 milioni di euro e stabilito un principio di civiltà».

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Calcio, Deputati Pd: “Tavecchio faccia un passo indietro”

«In vista dell’incontro che si terrà giovedì tra Giovanni Malagò e i candidati alla presidenza della Figc chiediamo che il presidente del Coni si faccia interprete del diffuso clima di opinione che, nelle ultime ore, ha stigmatizzato e commentato assai criticamente le misere e incomprensibili parole pronunciate da Carlo Tavecchio. Chiediamo, dunque, che il presidente dello sport nazionale si faccia portavoce della richiesta di un doveroso passo indietro da parte del candidato alla presidenza della Figc, cosa che, in un paese normale, sarebbe già dovuta avvenire soprattutto dopo l’intervento della Fifa». Così i deputati Pd Laura Coccia, Umberto D’Ottavio, Antonio Boccuzzi, Emiliano Minnucci, Fabrizia Giuliani, Antonio Misiani, Antonino Moscatt, Michele Bordo, Giovanna Sanna, Magda Culotta, Anna Rossomando, Valeria Valente, Emma Petitti, Khalid Chaouki, Valentina Paris, Miriam Cominelli, Chiara Gribaudo, Franco Ribaudo.

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