Andrea Orlando: “Equo compenso, presto una legge per gli avvocati”

Errico Novi, Il Dubbio, 21 luglio 2016

 
 

«Serve uno scatto. Sulla prescrizione confido che non ci siano ulteriori ripensamenti, non avrebbe senso». Il ministro della Giustizia Andrea Orlando si rivolge ai gruppi della maggioranza, e in particolare ad Area popolare, che oggi votano in Senato sulla riforma del processo penale. Lo fa in un’ampia intervista al Dubbio con cui spiega anche quanto sia difficile riformare la giustizia senza una maggioranza omogenea: «Siamo partiti dalle posizioni diametralmente opposte delle due forze principali, Pd e Ncd, eppure molti provvedimenti sono andati a segno». Ma a Orlando non sfugge la necessità di «un Pd che sappia sì resistere alla tentazione dell’autosufficienza, ma che proponga in futuro anche una risposta propria e originale al populismo di destra». E in proposito prende un impegno per «una legge sull’equo compenso per gli avvocati». Una risposta indispensabile «se si vuole rimettere in equilibrio il rapporto tra chi esercita l’attività forense e i grandi committenti, a cui la logica del mercatismo puro dà un potere contrattuale assoluto».

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Una giornata contro l’odio,
di Tonino Moscatt

Tonino Moscatt, l’Unità, 21 luglio 2016

 
 

Cara Unità, utilizzo il vostro spazio perché convinto sia quello migliore per divulgare certi temi e raggiungere i lettori che leggono con attenzione, gli affezionati al Partito democratico e soprattutto i colleghi parlamentari. “Il mondo cambia” è stata una delle prime manifestazioni a cui partecipai da giovane militante della Sinistra Giovanile e dei Ds. Ricordo la pioggia e l’emozione. Quella straordinaria ‘tensione ideale’. La voglia ed il bisogno di condividere l’idea di un mondo senza guerra e razzismo. Quel mondo di allora sembra essere davvero cambiato, purtroppo in peggio.

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Sicilia e Roma, che fare per i rifiuti?
di Silvia Velo

Silvia Velo, l’Unità, 14 luglio 2016
 
 

La Sicilia e Roma sono in questi giorni sulle cronache per l’emergenza rifiuti. In Sicilia i ritardi sono storici. Il Governo da mesi sta sollecitando la Regione affinché si doti dei provvedimenti di programmazione e pianificazione in materia di ciclo dei rifiuti. Roma, invece, è in sofferenza da quando la discarica di Malagrotta (una delle più grandi d’Europa) ha chiuso e la mancata corretta gestione degli effetti ha portato la città in emergenza. Quindi, dipendendo da impianti non suoi, Roma entra in crisi appena questi vanno in manutenzione o sono a pieno regime. Siamo, al solito, alle prese con emergenze incredibili per un Paese come il nostro con una discussione che non ha paragoni in nessun’altra città d’Europa. La gestione del ciclo dei rifiuti, invece, avrebbe bisogno di poca ideologia e molto pragmatismo, in sintesi, di una corretta politica industriale. In molte Regioni si è preferito mettere la testa nella sabbia per non affrontare le scelte necessarie, non si è programmato una corretta chiusura del ciclo dei rifiuti.

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Stefano Esposito: “Ecco gli effetti del Sistema Torino”

Beppe Minello, La Stampa ed. Torino, 13 luglio 2016

 
 

I rapporti tra Gl Events e il Comune? «Un esempio illuminante del Sistema Torino che, tra tanti fasti, ha generato anche problemi». Cioè? «Perché è un modo di intendere le cose in cui concorrenza, competizione, promozione di nuovi soggetti privati vengono ostacolati generando i problemi oggi sotto gli occhi di tutti». Il senatore Pd Stefano Esposito avrà tanti difetti, ma non quello di mandarle a dire. Sulla tormentata vicenda dei rapporti fra enti pubblici, Comune e Regione in testa, e il colosso francese poi, non s’è mai tirato indietro.

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Rosaria Capacchione: “Indagati in platea? Il Pd al Sud permette di tutto”

Vincenzo Iurillo, Il Fatto Quotidiano, 12 luglio 2016

 

“Non c’ero perché stavo a Castelvolturno a un’iniziativa antirazzista del Festival dell’Impegno, a maggior ragione dopo l’omicidio di Emmanuel a Fermo. Se avessi saputo chi c’era, però, avrei trovato il tempo di passare. Per mettere in guardia il ministro sull’inopportunità di certe presenze”. Sulla vicenda dei due politici Pd indagati di camorra, a Caserta all’inaugurazione della campagna per il Sì con la Boschi, la senatrice dem Rosaria Capacchione la tocca piano. E annuisce, tra le righe, alla considerazione che il Pd non può rinnovarsi. Almeno finché avrà bisogno di portatori di voti per superare lo scoglio referendario.

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Andrea Orlando: «Attenti, se cade Renzi va in crisi anche il Pd.
Basta correnti, pensiamo agli ultimi»

Fabio Luppino, Quotidiano Nazionale, 12 luglio 2016
 
 

Andrea Orlando, ministro della Giustizia, è allarmato quando parla del Pd. «Ricominciamo a dare risposte di sinistra e finiamola con le correnti», dice.

Come andrà al referendum il Pd?

«Abbiamo fatto nascere il Pd per concludere la transizione istituzionale, per costruire la democrazia dell’alternanza. Non sprechiamo questa occasione».

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La Rai dia voce alla società e ritrovi le nuove generazioni,
di Francesco Verducci

Francesco Verducci, Avvenire, 10 luglio 2016

 

Dopo la presentazione del nuovo Piano industriale e mentre è in corso la consultazione pubblica voluta dal Governo in preparazione della nuova Concessione e del conseguente Contratto di servizio, appare sempre più evidente come la trasformazione della Rai in una Media Company d’avanguardia sia una sfida fondamentale per il rilancio del Paese.

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Matteo Orfini: “Sciogliamo tutte le correnti e riorganizziamo insieme il Pd”

l’Unità, 6 luglio 2016

 
 

«Sciogliamo le correnti, ognuno di noi, e facciamo una discussione profonda nel partito». Matteo Orfini, presidente del Pd, lo ha detto anche alla direzione e ora diffonderà il documento elaborato dalla Commissione, da discutere nelle Feste dell’Unità e alla seconda Assemblea nazionale dopo quella di luglio.

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Lettera aperta a Matteo Renzi,
di Chiara Zappalorto

Caro Segretario, caro Matteo,

 
 
Oggi scrivo al mio Segretario, non al mio Presidente del Consiglio.
Voglio essere sincera dal principio: non ti ho mai votato nei congressi. Altrettanto sinceramente ti dico che ho sempre sostenuto l’azione del Governo che tra mille ostacoli ha segnato punti di svolta epocali nel mondo della pubblica amministrazione, della scuola, del lavoro, dei diritti.
Lo faccio in maniera convinta, fiera, orgogliosa, perché credo nel significato più vero delle due parole che compongono la sigla PD. Credo nel Partito, inteso come cinghia di trasmissione sia delle scelte operate a livello centrale sia delle proposte che proprio dal basso riusciamo a convogliare al Parlamento, ai nostri rappresentanti alla Camera e al Senato. Credo anche nell’aggettivo Democratico e a tutto quello che ne consegue: democraticamente hai vinto le primarie, democraticamente hai assunto la guida del PD e per questo, democraticamente e apertamente, ti sostengo sul territorio.

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Francesco Verducci: “Va riconquistato il nostro popolo. Serve un patto contro l’esclusione e per la partecipazione”

l’Unità, 1° luglio 2016

 
 

Inclusione, partecipazione, referendum. Sono queste le tre priorità da cui ripartire. Ne sono convinti i Giovani Turchi, la componente che fa capo al presidente del Pd Matteo Orfini e al ministro della Giustizia Andrea Orlando. Ne parliamo con Francesco Verducci, Coordinatore nazionale dell’Associazione politica «Rifare l’Italia».

Verducci, vi siete incontrati in vista della direzione Pd di lunedì?

«Sì, abbiamo convenuto che in un momento del genere bisogna credere ancora di più nel progetto del Pd. Sgombrando il campo fin da subito da questioni distruttive che riguardano la leadership, reagendo e cercando soluzioni al grande sconvolgimento che la sinistra subisce in tutto il mondo».

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