Pd, Francesco Verducci: “Leopolda? Bene chi porta idee e partecipazione”

«Il problema del Pd non è certo la Leopolda, anzi ben vengano tutte le iniziative che portano idee e partecipazione, che sono un valore aggiunto fondamentale». Lo dice il coordinatore nazionale di Rifare l’Italia Francesco Verducci, secondo il quale «dobbiamo mobilitare e coinvolgere le energie che il 25 maggio, attraverso il voto al Pd, sono tornate ad avere fiducia che le cose posso cambiare. Tutto ciò che porta ossigeno e forza al Pd va incoraggiato. Il problema sono invece vecchi e nuovi patti di sindacato, rendite di posizione che troppe volte rendono il Pd opaco, chiuso, respingente verso tanti che vogliono impegnarsi. Continua il senatore del Pd: «L’Italia ha bisogno di un Pd combattivo che rimetta la politica dalla parte degli esclusi e degli emarginati. Per stare in campo con forza, il Pd ha bisogno di aprirsi, produrre forze nuove. Saremo all’altezza delle aspettative se faremo del Pd finalmente la casa di chi vuole il cambiamento».

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Italiani di fatto, ancora stranieri per legge, di Khalid Chaouki

Khalid Chaouki, Europa, 22 ottobre 2014

Samira ha 27 anni, una laurea in Scienze delle comunicazioni e diverse collaborazioni in corso con testate on line e cartacee. Non ha fatto molta fatica a trovare lavoro perché è una ragazza sveglia, preparata e parla quattro lingue: l’arabo, il francese, l’inglese e, ovviamente, l’italiano. Samira scrive di politica, mi chiama spesso, mi chiede di commentare notizie e proposte di legge, in particolare ha a cuore la riforma della legge sulla cittadinanza. Lei che è un’italiana di fatto, ma una straniera per legge, vuole sapere quanto tempo ci metterà ancora l’Italia a riconoscere questi suoi nuovi figli.

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Valentina Paris: “In Campania primarie di coalizione con la piena fiducia di Renzi”

Ottavio Lucarelli, la Repubblica Napoli, 20 ottobre 2014

«Il Partito democratico ha l’obiettivo di vincere le elezioni regionali e mandare a casa Stefano Caldoro ma anche Luigi de Magistris». Voto anticipato al Comune e vittoria alle regionali della prossima primavera puntando sulle primarie, sulle “inadempienze” della Regione, su un programma forte e una coalizione ampia di centrosinistra. Il deputato irpino Valentina Paris, 33 anni e un passato nella Sinistra giovanile, è da un mese nella segreteria nazionale del Pd con la responsabilità per gli enti locali e indica la strategia del partito. «Un Pd — chiarisce — che vede la Campania esattamente come le altre regioni, con meno pathos rispetto a come la viviamo noi».

Onorevole Paris, le primarie per la Regione restano dunque un punto fermo?

«Certo. Si devono fare. È il metodo che il Partito democratico ha scelto per tutte le regioni. Uno dei nostri obiettivi è che la Campania non sia un’anomalia, che abbia un processo normale in linea con le altre regioni che vanno al voto in primavera».

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Valeria Valente: “Basta indugi, il Pd superi gli individualismi”

Valeria Valente, Il Mattino, 19 ottobre 2014

Le sollecitazioni e le riflessioni su Napoli e il ruolo del Partito Democratico, contenute negli editoriali dei giorni scorsi a firma di Vittorio Del Tufo e Bruno Discepolo, meritano a mio avviso alcune serie considerazioni. Napoli vive uno dei momenti più bui degli ultimi decenni: condizioni sociali ed economiche drammatiche, rabbia, disillusione, sfiducia, ansia per il futuro, paura per il presente.

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Andrea Orlando: “Ecco come cambio la giustizia. E il Pd non sarà un comitato elettorale”

Aldo Cazzullo intervista Andrea Orlando, Corriere della Sera, 19 ottobre 2014

La riforma della giustizia va fatta con le opposizioni. Sui reati finanziari c’è intesa coi 5 Stelle, sulla responsabilità dei magistrati con FI — dice il ministro Orlando al Corriere —. Rivedremo appello e ricorso in Cassazione, aumenteremo la discrezionalità del pm sull’azione penale». E sulle carceri: «San Vittore va chiuso»

Ministro Orlando, anche lei pensa che i magistrati facciano troppe ferie?

«Penso che il taglio delle ferie si sia caricato di un significato ulteriore. Non è certo la pietra angolare della riforma; ma non è neppure un atto di lesa maestà, o un’aggressione».

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Valeria Valente: “Niente inciuci, serve un governo di salute pubblica”

Simona Brandolini intervista Valeria Valente, Corriere del Mezzogiorno, 15 ottobre 2014

Un pastrocchio, diciamocelo. Politico e istituzionale. Che per una parte del Partito democratico non è stato propriamente un successo elettorale. Parliamo della città metropolitana. «Su cui stiamo dando uno spettacolo indecoroso», spiega la deputata Valeria Valente. Che rilancia: «Serve un governo di salute pubblica. In cui tutti i partiti insieme si prendano la responsabilità di scrivere le regole».

Onorevole Valente, ci fa capire meglio?

«Leggo i giornali e continuo a leggere una politica autoreferenziale che parla di accordi veri o presunti sulla città metropolitana».

Si riferisce alla carica di vicesindaco?

«Ecco, il Pd dica chiaramente che non ci interessa e proponga a tutti i partiti di scrivere le regole insieme, senza ricatti e trattative notturne».
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Roberto Gualtieri: perché va abolita la Troika

Claudio Cerasa, Il Foglio, 15 ottobre 2014

Roberto Gualtieri ha quarantotto anni, è romano, europarlamentare del Partito democratico, a Bruxelles è al suo secondo mandato e dall’inizio di questa legislatura, così lo chiamano alcuni economisti che gravitano intorno a Palazzo Chigi, in Europa è diventato “l’uomo che sussurra ai cavilli”. Gualtieri, un tempo dalemiano, corrente giovani turchi, area Orfini, oggi alleato naturale del presidente del Consiglio, in Europa ha una posizione non di primo piano ma comunque cruciale: è il presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo, è la sponda naturale di Pierre Moscovici, socialista anche lui e commissario europeo per gli Affari economici e monetari della Commissione Juncker, e in Europa è l’italiano che ha maggiori responsabilità operative in campo economico. Intercettiamo Gualtieri ieri pomeriggio dopo il vertice Ecofin tra i ministri dell’Economia e delle Finanze degli stati membri.

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Legge di stabilità, Francesco Verducci: “Bene Renzi, è un’impostazione di sinistra”

«Bene le anticipazioni di Renzi. È un’impostazione di sinistra, che mette al centro redistribuzione e lotta alle disuguaglianze, che punta su lavoro stabile e aiuta le imprese, che dà ossigeno a enti locali e famiglie. È un’impostazione dalla parte di chi ha pagato di più la crisi in questi anni. In questi giorni il Pd e il governo si giocano tutto, per far ripartire il Paese». È il commento del senatore del Pd Francesco Verducci alle anticipazioni sulla legge di Stabilità da parte del presidente del Consiglio.

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Matteo Orfini: “Mai più voti contro il governo”

Ettore Maria Colombo intervista Matteo Orfini, Quotidiano Nazionale, 12 ottobre 2014

«Casi come quelli di Pippo Civati, che non ha votato la fiducia né al governo Letta né al governo Renzi, che è anche segretario del Pd, non potranno più accadere. Dobbiamo trovare regole comuni che permettano da un lato il diritto al dissenso e, dall’altro, il rispetto di una comunità politica». Matteo Orfini (classe 1974, romano, professione archeologo) ha avuto due vite. Nella prima, è stato dalemiano, e di prima fascia. Nella seconda, fondata la corrente dei Giovani Turchi, è passato dalla segreteria Bersani all’appoggio a Renzi. Oggi è presidente dell’Assemblea del Pd. Il caso dei tre senatori dissidenti (Casson, Mineo e Ricchiuti) che non hanno votato la fiducia al governo sul Jobs Act continua ad agitare il Pd.

Qual è la sua proposta?

«Veniamo da un periodo di assenza di regole. Ne servono di più stringenti. Discutere è un bene e il diritto al dissenso va garantito, ma non votare la fiducia è un atto forte, politicamente. I dissidenti devono prendere atto delle conseguenze. Nella direzione del 20 ottobre discuteremo su quali regole darci. Serve un codice di comportamento, scritto, che orienti i gruppi parlamentari. Su voti politici come una fiducia bisogna rispettare le decisioni del partito».

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Matteo Orfini: “Zagrebelsky ha ragione: serve una legge, ma i sindaci hanno fatto bene a forzare”

Francesca Schianchi intervista Matteo Orfini, La Stampa, 10 ottobre 2014

Se fosse un sindaco, si comporterebbe come i «ribelli» che non obbediscono alla circolare del ministro Alfano. Ma il presidente del Pd, Matteo Orfini, dà ragione a Vladimiro Zagrebelsky quando – ieri dalle pagine de La Stampa – ricorda al Parlamento la necessità di una legge che ancora non è arrivata: «Ha ragione, c’è l’esigenza di farla al più presto».

Lei con chi sta tra Alfano e i sindaci «ribelli»?

«Io credo che i sindaci abbiano fatto bene a reagire a quella che è apparsa come una scelta ideologica più che un atto dovuto. Una questione così seria non si affronta con una circolare ai prefetti: farlo significa strumentalizzarla, cosa che un ministro dell’Interno non dovrebbe mai fare».

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