Francesco Verducci: “La campagna d’autunno di Rifare l’Italia. Più attenzione al partito e al lavoro”

Francesco Verducci, Europa, 15 settembre 2014

«Non possiamo continuare con un clima da congresso permanente dentro il Pd. Quello sul doppio ruolo di segretario e premier è un dibattito lunare, che non capisce nessuno. Il tema vero è quello di come fare per rilanciare le potenzialità del partito e per capire questo non c’è bisogno di una conferenza, ma di un’attenzione quotidiana». Alla vigilia della direzione del Partito democratico chiamata a sciogliere il nodo della gestione unitaria, o plurale come preferisce Area riformista, Francesco Verducci, coordinatore nazionale di Rifare l’Italia, l’associazione di riferimento dei Giovani turchi, affida a Europa quelle che secondo loro dovrebbero essere le priorità nell’azione dei dem nelle prossime settimane.

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Matteo Orfini: “Le primarie vanno avanti, ho fiducia nei nostri due dirigenti”

Francesca Schianchi intervista Matteo Orfini, La Stampa, 10 settembre 2014

«Sono assolutamente certo che Bonaccini e Richetti abbiano tenuto una condotta specchiata». Matteo Orfîni, presidente dell’Assemblea del Pd, commenta così le notizie che arrivano da Bologna. «E ovviamente rispetto la rinuncia di Richetti, ma mi dispiace: se l’ha fatto per l’indagine, avrebbe potuto continuare, perché nessuno di noi ha dubbi né su di lui né su Bonaccini».

Che succede ora? Le primarie vanno avanti?

«Le primarie andranno avanti, perché noi e il nostro popolo abbiamo piena fiducia nel comportamento dei nostri dirigenti, e le indagini serviranno a discolparli».

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Matteo Orfini: “Cernobbio? Club di capitalisti. Ci vada Casaleggio”

Lorenzo Misuraca intervista Matteo Orfini, Cronache del Garantista, 7 settembre 2014

Arrivano giorni in salita per il Partito democratico, tra le critiche mosse da Massimo D’Alema, che hanno dato la stura al ritorno di orgoglio delle minoranze antirenziane, alla battaglia su articolo 18 e pareggio di bilancio, passando per le alleanze (Alfano o Vendola?) alle prossime   regionali. Ne parliamo con il presidente dem, Matteo Orfini, che non rinuncia alla sua consueta ironia.

Orfini, D’Alema ha sollevato la questione di un partito che perde la ricchezza dell’articolazione per diventare uno strumento del segretario. Che ne pensa?

Io non credo che un partito debba essere un movimento al servizio del leader, però non vedo nemmeno il rischio che indica D’Alema.

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Vincenzo D’Arienzo: “Prorogate le missioni internazionali anche grazie a Rifare l’Italia”

Le Commissioni Esteri e Difesa della Camera hanno approvato il Decreto di proroga delle missioni internazionali. L’impegno dell’Italia per la pace e il superamento delle tante crisi internazionali continua ed è sempre più apprezzato, anche dalle popolazioni interessate. Il contributo delle nostre Forze Armate, pur in un quadro costantemente in evoluzione, rimane significativo al pari di quello offerto dai principali Paesi europei. La presenza italiana in circa 20 nazioni diverse ma, soprattutto, in teatri operativi delicati, dal Medio Oriente all’Asia, dai Balcani all’Oceano Indiano e la professionalità con cui i nostri soldati operano non potevano che essere sostenuti convintamente anche da Rifare l’Italia, i cui parlamentari aderenti hanno garantito il necessario sostegno nelle varie riflessioni e votazioni che ci sono state.

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Matteo Orfini: “Il governo non ha deluso, e pochi sono d’accordo con D’Alema”

Giovanna Casadio intervista Matteo Orfini, la Repubblica, 4 settembre 2014

«D’Alema ha detto la sua…». Matteo Orfini è stato portavoce del lìder Massimo. È oggi presidente del Pd di Renzi e non porta traccia di dalemismo. Ritiene isolata la critica di D’Alema.

Orfini, ricominciano le ostilità nel Pd con l’attacco di D’Alema a Renzi e al “partito renziano degli energumeni”?

«Non condivido l’opinione di D’Alema. Per la prima volta si è messa in campo una politica di redistribuzione della ricchezza con l’operazione degli 80 euro; si cerca di dare una soluzione al problema della precarietà nella scuola; si assume l’impegno ad estendere i diritti come la maternità e la malattia ai lavoratori che non li hanno riconosciuti. Non è poco. Soprattutto se si guarda alla subalternità alla destra dei precedenti governi di centrosinistra».

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“Ma il vero pericolo è la rete”, di Khalid Chaouki

Khalid Chaouki, Il Tempo, 1 settembre 2014

Nessuno potrebbe sostenere il contrario. Pensare solo che tra i tagliatori di teste in Siria e Iraq attualmente ci sarebbe un numero imprecisato di giovani europei, tra cui una quarantina almeno di «italiani», ci spaventa molto. Dopo gli anni difficili del post 11 settembre 2001, siamo di fronte a un’ennesima guerra contro il terrorismo di matrice islamica che si è materializzato, sembrerebbe all’insaputa di tutti, questa volta a pochi passi da noi. Il cosiddetto «Califfato islamico» non si trova nel lontano Afghanistan ma in Iraq e in Siria con già poco timide imitazioni nella vicinissima Libia. Un nuovo esercito, che rispetto ad Al Qaida, riesce a pescare ancora meglio tra le nuove generazioni dell’Islam europeo e statunitense, una generazione di figli di immigrati e convertiti che hanno fallito il loro appuntamento con la piena integrazione nelle loro società di nascita o adozione.

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“Adozione a una coppia gay: una bomba per la politica”, di Aurelio Mancuso

Aurelio Mancuso, Cronache del Garantista, 30 agosto 2014

La sentenza del Tribunale di Roma è una bomba politica difficile da disinnescare soprattutto per un governo in cui convivono aree di sinistra, di centro e di destra. Per tutta la giornata centinaia di agenzie hanno dato conto del furore con cui esponenti del partito di Alfano, di Forza Italia e dei vari partitini cattolici si son sentiti colpiti da un’interpretazione della legge sulle adozioni molto coraggiosa. Nei fatti per ora non cambia nulla, perché come sappiamo, non esiste una legge che definisca che un genitore non biologico in una coppia lesbica o gay abbia diritti e doveri. In assenza della norma ci ha pensato appunto il tribunale di Roma a ritenere l’articolo 44 della legge sulle adozioni, quello che enuncia i casi particolari in cui sia possibile assumersi responsabilità genitoriali anche non essendo un consaguineo, adatto a tutelare la donna lesbica che  è la compagna della madre biologica. Un bel rompicapo per le limitate riflessioni cui è abituata la politica italiana, che dopo aver approvato un’orrenda legge sulla fecondazione assistita, abbattuta dalla Corte Costituzionale, ora ne vede crollare definitivamente tutto l’impianto.

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La “rivoluzione” giustizia

Liana Milella, la Repubblica, 30 agosto 2014

Fino all’ultimo minuto, in consiglio dei ministri, l’assalto alla diligenza di Orlando è forte. Sul falso in bilancio, per ammorbidirlo, ci prova la Guidi, sulla prescrizione e il nuovo processo breve insiste la squadra di Alfano, contro i “giudici lumaca” picchiano tutti, sulla responsabilità civile si vorrebbe una formula ancora più dura. Il Guardasigilli Andrea Orlando, con i suoi più stretti collaboratori, mentre sta per andare a cena rivela il suo stato d’animo: «Io sono soddisfatto. Aver portato a casa il falso in bilancio, l’auto-riciclaggio e la nuova prescrizione lo considero un vero successo. Francamente, fino a ieri, io stesso non ci avrei scommesso». Si è battuto per evitare il ricorso a molte leggi delega, una formula pretesa da Ncd che indebolisce la riforma, ma nel complesso ha vinto la sua prima battaglia da ministro sulla «materia più difficile e più contesa di questi vent’anni». Intanto il premier Renzi ha ribadito l’intenzione di dimezzare le vacanze dei tribunali e le ferie dei magistrati.

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Francesco Verducci: “Giustizia, la riforma pone l’Italia all’avanguardia”

“Quanto presentato poco fa dal presidente Matteo Renzi e dal ministro Andrea Orlando mette l’Italia all’avanguardia nel settore della giustizia civile. La riforma di cui il cdm ha posto le basi con l’istituzione del tribunale delle imprese e della famiglia è una decisa scelta politica che servirà ad attrarre investimenti, ad aiutare le imprese e l’economia in un momento decisivo per sconfiggere la crisi”. Lo dice il senatore del Pd Francesco Verducci, coordinatore di Rifare l’Italia. “I provvedimenti sul falso in bilancio e l’auto-riciclaggio – aggiunge – rafforzeranno il contrasto alla corruzione che ogni anno è un fardello pesantissimo per lo sviluppo economico e la tenuta civile del nostro paese. I provvedimenti sulla giustizia, assieme a quelli dello Sblocca Italia, possono davvero contribuire a una ripartenza della nostra economia”.

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Anna Rossomando: “Giustizia, dimostrata la volontà riformatrice”

“Tempi ed efficienza della giustizia civile non sono solo questioni che riguardano la tutela dei diritti di moltissimi cittadini; riguardano direttamente anche lo sviluppo e l’economia dell’Italia”. Così Anna Rossomando, deputata del Pd e membro della commissione Giustizia. “Dare questa priorità – aggiunte Rossomando – vuol dire esercitare la scelta e la responsabilità della politica e del governo del Paese. Bene ha fatto il Governo, con il suo ministro della Giustizia Andrea Orlando, a mettere al primo posto questo articolato intervento – conclude la deputata componente della direzione nazionale Pd -, presentando nel contempo un quadro di soluzioni nelle altre materie, dal penale alla responsabilità civile, senza tabù e dimostrando una reale volontà riformatrice con equilibrio e lungimiranza”.

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