Matteo Orfini: “Riforma di sinistra, abbassiamo i toni e discutiamo del merito”

M. Guerzoni, Corriere della Sera, 15 agosto 2016

Ci risentiamo dopo Ferragosto, presidente Orfini?

«Ma no, parlo volentieri… Voglio dire che non condivido gli ultimatum di questi giorni, il nostro dibattito ha alcuni aspetti surreali. Leggo interviste di vari leader del mio partito che ragionano su cosa fare per sconfiggere Renzi».

Chi ha ragione, il segretario o la minoranza?

«Segnalo che in un partito normale leggeremmo interviste su cosa fare per sconfiggere Grillo e Salvini. Non credo che i nostri militanti, che stano facendo vivere le feste dell’Unità, la ritengano la normalità. Forse dovremmo renderci conto che la riforma costituzionale non è un capriccio di Renzi, ma una riforma nella storia della sinistra italiana».

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Sinistra per il Sì: l’intervento di Francesco Verducci

Francesco Verducci  Sinistra per il Sì

 
 

La riforma costituzionale risponde innanzitutto alle aspettative di grande parte dei cittadini, che chiedono istituzioni finalmente capaci di ripensarsi, rimettersi in gioco, non chiudersi né sclerotizzarsi.

Viviamo da troppo tempo una crisi durissima, che ha scavato divisioni e diseguaglianze sempre più profonde, che ha esacerbato paure e risentimenti, che ha inceppato la nostra democrazia, colpendo fasce sociali che sono il cuore della nostra società, togliendo protagonismo e opportunità, relegando ai margini energie vitali. Nostro compito è quello di metterle nelle condizioni di rialzarsi, di riuscire a farlo fare a chi oggi è escluso.

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Sinistra per il Sì: l’intervento di Catiuscia Marini

Catiuscia Marini  Sinistra per il Sì

 
 

Penso che sia una cosa molto di sinistra contribuire al rinnovamento della democrazia italiana ed evitare che l’Italia dica addio alle riforme. Ma nelle ragioni del Sì ci sono anche le motivazioni per provare a ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini ed istituzioni, tra istituzioni e paese reale. In questi anni abbiamo assistito, spesso impotenti, al grande sconvolgimento economico e sociale prodotto dalla crisi e alla difficoltà di assumere decisioni tempestive utili alla ripresa economica.

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Marco Filippeschi: “Via il bicameralismo, è stata la battaglia di tutta la sinistra”

Natalia Lombardo, l’Unità, 11 agosto 2016

 
 

«Non riesco a spiegarmi le critiche che arrivano oggi alla riforma, quando la maggior parte dei sindaci nel 2011 era favorevole al Senato delle Autonomie». Marco Filippeschi, sindaco di Pisa al secondo mandato, Pd, sostiene da sempre il superamento del bicameralismo, anche come presidente della Lega per le Autonomie e componente dell’Anci.

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Sinistra per il Sì: l’intervento di Camilla Fabbri

Camilla Fabbri  Sinistra per il Sì

 

La mia convinta adesione al Comitato “Sinistra per il Sì” nasce dalla consapevolezza di quanto sia importante questo passaggio referendario in una prospettiva di efficienza e modernizzazione del Paese.
E’ assolutamente necessario raccogliere la sfida culturale e politica che ci viene dalla società  che chiede stabilità e al tempo stesso innovazione e rinnovamento delle nostre istituzioni.

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Sinistra per il Sì: l’intervento di Stefano Vaccari

Stefano Vaccari  Sinistra per il Sì

 
 

Aderisco con convinzione al Comitato referendario “Sinistra per il Sì” perché ne condivido il senso politico che lo anima. Recuperare le buone ragioni del SI al referendum da sinistra, significa fare un po’ di giustizia sulla storia del riformismo in questo Paese. Quello che da oltre 20 anni ha messo in campo analoghe proposte di riforma e non è mai riuscito a chiuderle. Oggi abbiamo davanti un traguardo straordinario, frutto di un decisivo lavoro parlamentare, che il PD si è caricato sulle spalle con le sue donne e uomini migliori, dopo l’impegno assunto davanti a Napolitano nel 2013 per avviare una legislatura costituente.

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Roberto Gualtieri: “Banche, meno incertezze sulle regole. Bce mantenga gli impegni sul capitale”

Rosario Dimito, Il Messaggero, 6 agosto 2016
 
 

Presidente Roberto Gualtieri, gli esiti degli stress test confluiscono negli esami prudenziali globali (srep), li condizioneranno?

«L’Ssm (la vigilanza europea ndr) ha detto che complessivamente non si aspetta un aumento dei requisiti patrimoniali. Peraltro, anche su iniziativa del Parlamento l’Ssm ha diviso il “secondo pilastro” del capitale in una parte di “requirement” e in una parte di “guidance”. Ciò ha abbassato la soglia per le restrizioni a dividendi e interessi sui cocos, ma sarebbe utile charire che, come dice la Commissione, la “guidance” è un buffer, che a differenza del “requirement”, direttamente vincolante, consente più flessibilità temporale sui requisiti patrimoniali. Probabilmente pesa in questa fase una certa incertezza regolatoria, determinata anche dal lavoro in atto nel Comitato di Basilea, che dovrebbe attenersi al proprio mandato, e da alcune misure in arrivo come il Tlac e il Mrel. La commissione che presiedo contribuirà a un esito equilibrato di queste partite».

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Francesco Verducci: “Le nomine? Uno strappo. In Rai serve una rivoluzione”

Daniela Preziosi, il manifesto, 6 agosto 2016
 
 

Senatore Francesco Verducci, lei è vicepresidente della Vigilanza Rai. Avete discusso un piano sull’informazione che non era stato approvato dal cda. Avete consentito che le nomine si facessero a prescindere. In molti parlano dell’occupazione della Rai da parte del governo.

Non mi è piaciuto quanto avvenuto. I vertici Rai hanno forzato la mano, e hanno sbagliato. Ma la Vigilanza non può interferire con le nomine e la riforma voluta dal Pd ha accentuato questa separazione. Fatto salvo il pluralismo, l’autonomia dell’azienda è sacra. Mi sarei aspettato che le nomine avessero seguito il varo del nuovo piano editoriale, non viceversa. Sono legittime, ma frutto di un percorso sbagliato che mina la credibilità del nuovo corso. Non il pluralismo, in Rai tutte le voci saranno rappresentate.

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Stefano Esposito: “L’unico programma della Raggi è la continuità con il passato”

Claudia Fusani, l’Unità, 5 agosto 2016
 
 

Un mese con Virginia, senatore Esposito. La campagna elettorale è finita. Può dare un, giudizio tecnico, senza casacca di partito?

«Premesso che non vado cercando la soluzione degli annosi problemi di Roma in 47 giorni, il vero problema di questo primo mese e mezzo è la scoperta che il Movimento – che sarebbe l’anticasta e il superamento della vecchia politica – è invece in perfetta continuità con il passato da loro stessi attaccato. È diviso tra correnti che si ammazzano a suon di dossier. E abbiamo quotidiane conferme sul fatto che l’amministrazione capitolina è controllata da una struttura – i vari Direttori – che non ha votato nessuno e che la squadra di giunta in sé ha un profilo molto basso. Spesso non sanno di cosa parlano. Basta vedere il pasticcio in queste ore sui Fori: aperti, chiusi, pedonalizzati. Non l’hanno capito neppure i tassisti…».

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Matteo Orfini: “Sulle nomine la Rai ha sbagliato”

Tommaso Ciriaco, la Repubblica, 5 agosto 2016
 
 

La vicenda delle nomine Rai è la miccia di un nuovo, durissimo scontro nel Pd. Chi ha sbagliato, Matteo Orfini?

«Una premessa: il governo ha approvato una legge che fornisce a due manager come Campo Dall’Orto e Maggioni il potere di firmare le nomine senza passare dal rapporto con la politica. Una regola giusta, per recidere un malcostume».

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