Valeria Valente: “Organizzo l’opposizione su un’idea di città”

Il Mattino, 29 giugno 2016

 

«Le questioni interne del Pd non c’entrano, noi, come opposizione, vogliamo elaborare il progetto di un’idea di città e su queste costruire l’alternativa a de Magistris»: Valeria Valente presenta così l’iniziativa di domani, la prima in cui il centrosinistra si ritrova insieme dopo le elezioni. Sotto lo slogan: «NapoliVale, il nostro impegno, tutti i giorni per 5 anni», l’appuntamento è alle 17.30 al Circolo Artistico Politecnico di piazza Trieste e Trento. «Gli elettori mi hanno indicato come capo dell’opposizione, io resto in consiglio comunale per ricoprire questo ruolo. Le questioni che riguardano il Pd saranno affrontate nella direzione nazionale».

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Roberto Gualtieri: “Sugli aiuti alle banche la UE cambi rotta”

Rosario Dimito, Il Messaggero, 28 giugno 2016

 
 

Professor Roberto Gualtieri, Brexit rischia di scaricare sul sistema bancario le incertezze che si aprono in Europa. Chi dovrebbe scendere in campo per primo, i singoli governi o la Bce?

«È fondamentale chiarire che sul piano strutturale la Brexit è destinata ad avere conseguenze negative per il sistema economico e finanziario del Regno Unito, non per l’area euro e per l’Italia. L’Unione deve dimostrare fermezza anzitutto sul piano politico e dimostrare che ha la capacità di opporsi a chi pensa di scaricare al suo interno l’inevitabile confusione determinata dal disastro compiuto da Cameron, facendo “whetever it takes” per preservare la stabilità dell’eurozona. Naturalmente bisogna anche cogliere il messaggio più generale che emerge dal voto, a partire dalla necessità di rafforzare le politiche per la crescita e l’equità sociale e rilanciare con forza il progetto europeo».

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Roberto Gualtieri: “Ora emergeranno le bugie dei sostenitori della Brexit”

Roberto Gualtieri, l’Unità, 25 giugno 2016
 
 

Ieri è stata una giornata molto triste per l’Europa anche se la vittoria del Leave al referendum di giovedì danneggerà innanzitutto gli interessi del Regno Unito. L’Europa però va avanti lo stesso e questo voto rafforza le ragioni della battaglia che stiamo conducendo per cambiarla e renderla più forte, più giusta e più democratica. Innanzitutto occorre condurre il negoziato per l’uscita dall’Unione con fermezza ed equilibrio. La procedura prevista dall’articolo 50 va avviata senza indugi mentre attendere alcuni mesi, come vorrebbe Cameron, è una scelta insostenibile e sbagliata che non farebbe altro che alimentare incertezze. Quanto al negoziato, sarebbe sbagliato optare per una per una reazione punitiva o di vendetta.

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Stefano Esposito: “A Torino il limite del partito è stato il mancato ricambio”

Marco Imarisio, Corriere della Sera, 20 giugno 2016
 
 

«Questa è la fine di un periodo storico. Urge riflessione, meglio se autocritica». Stefano Esposito non ha fatto una campagna elettorale, ne ha fatte due. A Roma, dove per poco tempo è stato assessore di un Ignazio Marino ormai calante, e nella sua Torino. Il senatore del Pd noto per la sua lingua sciolta ha trascorso la domenica tra la premiazione di un torneo di calcio a Borgaro, in periferia e la consultazione perpetua del telefonino e degli annessi sondaggi riservati.

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Valeria Valente: “De Magistris e Lettieri? Sono uguali, voto scheda bianca”

Gerardo Ausiello, Il Mattino, 15 giugno 2016

 
 

«Domenica voterò scheda bianca». Lo annuncia la deputata Valeria Valente, candidata sindaco del Pd rimasta fuori dal ballottaggio. Il Pd è riuscito a dividersi anche sul voto del 19 giugno: Area riformista appoggia de Magistris, una parte dei renziani sostiene invece Lettieri. «Il Pd ha dato libertà di voto ma io trovo dannose e sbagliate dichiarazioni forti di sostegno a un candidato sindaco o addirittura il fatto che si organizzino manifestazioni con l’altro candidato sindaco. Così si è poco credibili. Anche perché fino a qualche ora fa abbiamo contestato nel merito le proposte di entrambi».

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Come difendere il Made in Italy,
di Antonio Misiani e Stefano Imbruglia

Antonio Misiani, Stefano Imbruglia, l’Unità, 15 giugno 2016

 
 

Bisogna difendere e valorizzare il Made in Italy» è una delle frasi che viene utilizzata sempre quando si parla di crescita economica. Una “soluzione” che buttata in un talk show televisivo, in un’intervista o in un editoriale, fa sempre la sua bella figura. Meno chiaro appare cosa si può fare, in modo realistico, per difendere e valorizzare il made in Italy e chi lo deve fare. Cerchiamo, senza avere la pretesa di proporre soluzioni geniali, di approfindire, provando a capire chi deve fare cosa.

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Aurelio Mancuso: «In Italia reazioni fredde, come dire “i gay se la sono cercata”»

Delia Vaccarello, l’Unità, 14 giugno

 
 

Sulla strage di Orlando abbiamo assistito al “noi e loro”, dove i noi sono i gay “che se la sono andati a cercare” e i loro sono gli etero che, politici in testa, hanno operato una sorta di neutralizzazione delle vittime. «Quasi nessuno ha usato le parole vittime gay». «È come se si andasse a sparare in una sinagoga e non si dicesse che è un attacco antisemita». Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia e dirigente nazionale Pd, apre le braccia: «Sono ore di profonda amarezza».

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Agenzia per l’Ambiente. Ora si cambia

Alfredo De GirolamoMichele Fina, l’Unità, 11 giugno 2016
 
 
Il disegno di legge sulla riforma del sistema delle agenzie di protezione  ambientale lunedì prossimo arriverà  in aula a Montecitorio e potrà così finalmente arrivare alla fase di  approvazione definitiva, dopo un lungo dibattito parlamentare.  Si tratta di una riforma urgente per dotare l`Italia di un moderno sistema di controlli ambientali e di supporto tecnico scientifico. I cambiamenti sono molti ed importanti. Per prima cosa occorre dare un senso al “sistema” delle agenzie, dando a quella nazionale (oggi Ispra) un ruolo coerente con quelle regionali (le Arpa). Un sistema oggi scoordinato, con le agenzie territoriali che svolgono attività di controllo e quella nazionale ridotta dì fatto a ente di sola ricerca e documentazione.

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«La libertà degli avvocati è la libertà di tutti»

A cura di Giulia Merlo, Il Dubbio, 11 giugno 2016.

Basta con il processo mediatico, è un fenomeno inquietante che va contrastato. Però non si può fare in via legislativa, sono le professioni a dover far rispettare i loro principi deontologici». Nel quadro sociale odierno, «l`avvocato è presidio delle libertà fondamentali e tutelare questa professione significa tutelare i cittadini». Con queste parole ha risposto il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, durante le celebrazioni per il Cinquantenario dell’Aiga, l’associazione giovani avvocati.
Nell’inedita veste di intervistatore, il presidente del Consiglio Nazionale Forense Andrea Mascherin, che ha discusso con il ministro i temi che all’ordine del giorno nel dibattito pubblico.

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Stefano Esposito: “È ora di mettere mano al partito”

Paola Sacchi, Il Dubbio, 10 giugno 2016

 

Parlare con Stefano Esposito  (senatore Pd, ferreo paladino Sì-Tav) di “lanciafiamme”  – ci permetta la garbata  ironia – significa un po` invitarlo a nozze. Ma il commissario del Pd a Ostia, ritenuta area nevralgica di “Mafia Capitale”, praticamente il numero due del commissario  dem a Roma, Matteo Orfini, non è, per sua stessa ammissione “renziano o anti-renziano”. È “espositiano”. Appartiene alla stessa area del presidente del Pd Orfini: i Giovani Turchi. Esposito, viene dal Pci, scuola “migliorista”. E obbedì, per disciplina di  partito, come un soldato quando Matteo Renzi lo mandò di fatto a commissariare l’assessorato ai Trasporti della giunta Marino.

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