Orlando e Martina: “Approvare subito la nuova legge per battere il caporalato”

Andrea Orlando, Maurizio Martina, la Repubblica, primo maggio 2016
 
 

Caro direttore, la piaga del caporalato è ancora aperta: oggi è la festa dei lavoratori e vogliamo ribadire con forza la nostra battaglia contro questa ferita. Il governo ha presentato lo scorso novembre un disegno di legge in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero e dello sfruttamento in agricoltura, aggravati dalla sempre più massiccia presenza della criminalità organizzata nei circuiti dell’economia illegale. C’è stato dunque un tempo per la discussione, ma deve venire ora il tempo della decisione: l’indignazione non basta. Ora la proposta è all’esame del Senato. Contiene modifiche al codice penale, per prevenire e colpire in modo organico il fenomeno nelle sue diverse manifestazioni a partire dall’estensione dell’applicazione della confisca obbligatoria, anche per equivalente, al delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

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Rifare l’Italia a Rovigo: “Il futuro? C’è il Paese da cambiare”

La Voce di Rovigo, 30 aprile 2016

 
 

Nasce anche in Polesine “Rifare l’Italia” , associazione politica che a livello nazionale si rifà alle posizioni del presidente del Pd, Matteo Orfini, e del ministro Andrea Orlando (c’erano una volta “I giovani turchi” dal nome della corrente in cui erano riuniti). E per l’occasione è arrivato a Rovigo il coordinatore nazionale dell’ associazione, il senatore Francesco Verducci. Appuntamento al Regina Margherita, con il consigliere regionale Graziano Azzalin a fare da padrone di casa e l’avvocato Gianfranco Munari a moderare il dibattito.

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Contro i corrotti serve la politica,
di Rosaria Capacchione

Rosaria Capacchione, l’Unità, 29 aprile 2016

 
 

Sgomberiamo il campo dagli equivoci. Le vicende giudiziarie non sono la causa ma la conseguenza e un avviso di garanzia è appunto una garanzia che non può e non deve surrogare una sentenza. Il punto è un altro. E attiene al contesto soprattutto a quello meridionale ma non solo, non più solo. Un contesto melmoso, appiccicoso, in cui l’opinione si forma prevalentemente sui social, in cui non c’è più nessuno che spiega, racconta, si confronta, litiga e sbatte le porte e poi chiarisce e spiega ancora. Che fa politica insomma con le persone vere e non con un profilo, che non cerca i like e non misura il suo consenso sulla capacità espressiva di uno slogan o di un manifesto.

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Come dare slancio alla ripresa,
di Antonio Misiani

Antonio Misiani, l’Unità, 28 aprile 2016

 
 

Come dare slancio alla ripresa, dopo la più lunga crisi dal dopoguerra? Innanzitutto recuperando la fiducia nel futuro, l’ingrediente principe per rilanciare l’economia. Il pessimismo che ci pervade non ci fa vedere i nostri punti di forza. Punti di forza da adattare ai tempi e da valorizzare in modo appropriato, senza bisogno di inventare nulla di geniale: fortunatamente sono numerosi gli esempi di aziende italiane da prendere a modello. Una politica per la crescita non può che prendere le mosse dalle peculiarità del nostro tessuto produttivo, formato per la stragrande maggioranza da piccole e medie imprese (con i loro pregi e limiti), e dai due settori chiave per la ripresa: il manifatturiero e l’edilizia, che secondo un recente report di Confindustria generano per ogni euro un effetto moltiplicatore quasi doppio sull’intera economia.

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Bce, Antonio Misiani: L’Europa dovrebbe fare un monumento a Draghi

“Io credo che l’Europa dovrebbe fare un monumento a Mario Draghi, perché senza la Banca centrale europea l’euro sarebbe saltato già nel 2012 e l’Unione europea sarebbe rapidamente implosa”. Lo ha detto il deputato del Pd Antonio Misiani intervenendo alla Camera sul Def.

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Def, Antonio Misiani: I risparmi non ricadano sui servizi

“Bisogna evitare che gli obiettivi di contenimento della spesa sanitaria producano un indebolimento dei servizi: non c’è relazione diretta, ma l’aumento della mortalità e la riduzione della speranza di vita per la prima volta da più di cinquant’anni sono dei campanelli d’allarme di cui non possiamo non tenere conto”. Lo ha detto il deputato del Pd Antonio Misiani intervenendo alla Camera sul Def.
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Valeria Valente: “La politica agisca indipendentemente dalla magistratura”

La Stampa, 27 aprile 2016

 
 

Dice di essere «rigorosa e nello stesso tempo garantista». E aggiunge: «La politica deve anticipare la magistratura, alzare le antenne sul territorio e candidare persone perbene. Bisogna rispettare i codici di autoregolamentazione per le candidature». Dopo le polemiche sui brogli nelle Primarie del Pd, Valeria Valente, candidata a sindaco di Napoli, sta cercando di ricucire gli strappi e di andare al ballottaggio con il sindaco uscente Luigi De Magistris.

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Rosaria Capacchione: “‘Il vero Pd non è quello dei pacchetti di voto”

Francesco Maesano, La Stampa, 27 aprile 2016

 
 

Fino a ieri Rosaria Capacchione era la voce e il volto del Pd nella lotta contro le mafie. Cronista del Mattino di Napoli dal 1985, giornalista sotto scorta a causa delle minacce ricevute dalla camorra per le sue inchieste, Capacchione è stata eletta al Senato nel 2013 con i dem. Fino a ieri si diceva, perché oggi dopo l’inchiesta sulla corruzione e gli appalti truccati in favore dei Casalesi che ha portato alle dimissioni del presidente dell’assemblea regionale e del Pd campano Stefano Graziano, nel partito non si riconosce più, perché «ho abbracciato un progetto che in quel momento era rappresentato dal partito ma devo constatare che in quel partito non c’è la capacità di leggere certi fenomeni».

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Cristina Bargero: “Da M5S violenze inaudite via web. Bono? Generico”

Sara Strippoli, la Repubblica – Torino, 27 aprile 2016

 
 

Cristina Bargero, laurea in scienze giuridiche e autrice di un testo sui sevizi pubblici, è la deputata del Pd vittima dell’aggressione sul web. Per giorni, dopo il suo intervento alla Camera di mercoledì scorso, ha ricevuto insulti e minacce. Molti da parte del Movimento 5 stelle. La sua frase: «L’acqua delle nostre case non è un bene pubblico», ha scatenato reazioni violentissime durate per giorni.

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Valeria Valente: “Il sindaco balbetta accarezza i violenti”

Fulvio Scarlata, Il Mattino, 26 aprile 2016

 
 

«Sono stata aggredita al corteo del 25 aprile. E il sindaco, invece di prendere le distanze, balbetta. Come con Renzi, lui accarezza i violenti per conquistare qualche voto». Valeria Valente ieri mattina ha dovuto lasciare le celebrazioni per la Liberazione. La candidata spiega che ha fatto un passo indietro per evitare di creare tensione. Tuttavia non vuole fare passi indietro né verso i violenti, né verso un sindaco che viene meno anche a normali comportamenti istituzionali. «Sono basita – dice Valente – perché de Magistris prova perfino a giustificare quelle violenze».

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