Un gigante di nome Napolitano, di Silvia Velo

Silvia Velo

Quella di ieri poteva essere una giornata nera per le istituzioni democratiche del nostro Paese, ma l’autorevolezza, la dignità e l’altissimo profilo morale del Presidente della Repubblica che ha risposto alle domande degli avvocati di Riina e Ciancimino senza reticenza e con la massima trasparenza, l’ha resa una giornata da cui le istituzioni, in particolare la Presidenza della Repubblica sono uscite rafforzate. Ho avuto l’onore di partecipare per ben due volte all’elezione del Presidente Napolitano e ricordo ancora con amarezza le reazioni di tanti al voto del 28 aprile del 2013. Ero orgogliosa allora di aver contribuito a quella scelta, lo sono ancora di più oggi.

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Matteo Orfini: “Marchionne in vita sua ha detto tante sciocchezze”

«Susanna Camusso ha detto cose sbagliate, ma anche Pina Picierno ha dato una risposta sbagliata e rozza, la piazza va ascoltata e rispettata». Lo ha detto a Radio Popolare il presidente del Pd Matteo Orfini a proposito del botta e risposta di questa mattina tra il segretario della Cgil e l’eurodeputata del Pd Pina Picierno. «Renzi non è stato messo a Palazzo Chigi dai poteri forti, la scelta fu presa dalla direzione dopo una discussione difficile, quando è andato a Palazzo Chigi non ho visto poteri forti festeggiare», dice il presidente del Pd, e a proposito delle dichiarazioni riportate da Susanna Camusso per avvalorare la sua tesi, e cioè un’intervista nella quale Marchionne diceva di Renzi “l’abbiamo messo là”, Orfini aggiunge: «Marchionne nella sua vita e negli anni recenti ha detto tante sciocchezze e quella fu una sciocchezza».

Orfini critica anche la risposta di Pina Picierno, «sbagliata e rozza, non bisogna banalizzare il successo della manifestazione né farne una caricatura». Infine, per quanto riguarda i rapporti tra governo e sindacati, Orfini si dice d’accordo con Landini, «dobbiamo comprendere che la stagione della concertazione è finita, sono d’accordo con Landini che ha detto in più occasioni che la concertazione ha fatto male alla politica e al sindacato».

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Matteo Orfini: “Ecco perché Renzi è di sinistra”

Luciano Capone, Il Foglio, 29 ottobre 2014

«Il governo Renzi è di sinistra, più del governo Letta, su questo non c’è alcun dubbio». A dirlo è Matteo Orfini, presidente del Partito democratico e da sempre avversario di Matteo Renzi. I due salgono alla ribalta nazionale negli stessi mesi del 2010, Renzi organizza con Pippo Civati la Leopolda e Orfini con Stefano Fassina e altri lancia un manifesto che dà origine al movimento, infelicemente battezzato dalla stampa, dei “Giovani turchi”. Da allora le storie e i programmi di turchi e leopoldini si sono sovrapposti e incrociati: Renzi e Orfini sono premier segretario e presidente del Pd, mentre Fassina e Civati sono dall’altro lato della barricata, in piazza con la Cgil e a un passo dalla scissione. Ma cosa c’è dell’analisi dei Giovani turchi nell’azione del governo Leopolda?

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Andrea Orlando: “Giusto censurare gli errori, ma la magistratura resti libera”

Giovanni Minoli intervista Andrea Orlando, Il Sole 24 ORE, 29 ottobre 2014

Andrea Orlando, spezzino, 45 anni, scapolo, è l’unico ministro non renziano del governo Renzi. Una storia politica Pci, Pds, Ds, è stato portavoce di Veltroni. Quest’estate, all’anniversario dei 50 anni della morte di Togliatti, lui c’era.

Togliatti, ministro di Giustizia del primo governo De Gasperi, subito dopo la guerra ha fatto una cosa molto forte, l’indulto e l’amnistia. Lei ci ha pensato?

Si tratta di provvedimenti diversi. Allora era un provvedimento politico per chiudere una guerra civile, oggi si tratterebbe di utilizzarlo nel caso per affrontare il tema del sovraffollamento.

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“Quello che abbiamo visto a Pechino”, di Matteo Orfini e Enzo Amendola

Matteo OrfiniEnzo Amendola, Europa, 28 ottobre 2014

La frenata dell’economia cinese, rispetto alla prevista crescita del 7,5% del Pil, non è una notizia che fa discutere solo la classe dirigente di Pechino ma muove i destini delle principali piazze mondiali a partire da Wall Street, dove nessuno si sorprende per l’interdipendenza strettissima con le mosse dell’Impero di Mezzo. Per questo, tutti i riflettori erano puntati nei giorni scorsi sul quarto plenum del comitato centrale del Partito comunista cinese. Con una delegazione del Pd abbiamo avuto la possibilità di interloquire con dirigenti del Pcc proprio nelle ore della chiusura del plenum.

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Leopolda3/Laura Coccia: “Disabilità, investimenti e nuove idee per creare nuova integrazione”

Laura Coccia

Sabato scorso ho coordinato il tavolo 12 “Sport e disabilità” alla Leopolda. È stata la prima volta in cui ho partecipato a questo grande evento politico dove si sono confrontate tante idee sul futuro del nostro paese e sulle soluzioni da mettere in campo per costruire un orizzonte di prospettive nuove per il domani. Un confronto bello e aperto da cui sono scaturite proposte su cui Governo e Parlamento potranno offrire delle risposte concrete. Un momento importante di incontro e dibattito in cui ognuno, liberamente, ha potuto dare il suo contributo. Una delle prime parola che mi sono venute in mente nel corso dei lavori è stata immaginazione. Ecco, la Leopolda con i suoi limiti e le sue virtù, può rappresentare uno dei luoghi dove immaginare insieme il futuro dell’Italia declinandolo nelle sue mille voci.

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Jobs act, Francesco Verducci: “Chi non vota fa il gioco di destra e tecnocrati”

«Spero che alla Camera la Delega Lavoro venga ulteriormente migliorata e che non venga posta la fiducia. Ma basta con l’autolesionismo di chi continua a dire che quello uscito dal Senato è un provvedimento di destra». Lo dice il senatore del Pd Francesco Verducci, coordinatore nazionale di Rifare l’Italia. «Abbiamo votato in Senato – ricorda – un testo che ha recepito gran parte degli emendamenti del gruppo Pd e che chiede: la semplificazione e la riduzione delle attuali forme contrattuali (perlopiù atipiche); la prevalenza del contratto a tempo indeterminato; l’estensione degli ammortizzatori sociali ai lavoratori precari; norme contro la pratica delle dimissioni in bianco; servizi per l’impiego efficienti. È una delega che pone per la prima volta le basi per un welfare inclusivo, che allarghi diritti e tutele a generazioni di lavoratori che da venti anni subiscono il circuito vizioso di precarietà e disoccupazione che si alimentano a vicenda. È una riforma che si occupa degli esclusi, e questo è essere di sinistra».

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Leopolda2/Khalid Chaouki: “Diritto di cittadinanza, così l’Italia potrà dirsi un Paese inclusivo”

Khalid Chaouki

Sono un parlamentare del Partito democratico, non ho votato Matteo Renzi alle scorse primarie e venerdì scorso ho coordinato il tavolo 9 “Ius soli nell’Italia che cambia” alla Leopolda che ritengo uno degli appuntamenti sicuramente più interessanti nel panorama del dibattito pubblico sia dentro che fuori dal Partito democratico al di là delle discussioni troppo spesso strumentali che si stanno consumando in queste ore. Una discussione intensa che mi ha visto in un confronto appassionato con militanti del Pd, insegnanti di scuole con tassi ben oltre il 30% di figli di immigrati nelle loro scuole, giovani esponenti delle cosiddette seconde generazioni e avvocati da anni in prima fila per i diritti di cittadinanza. La prima indicazione emersa da quel tavolo innanzitutto è la consapevolezza di quanto il nostro Paese sia in grave ritardo sul fronte dei diritti di cittadinanza e dei diritti civili in generale.

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Leopolda1/Aurelio Mancuso: “Contesto favorevole per il governo, ora si può vincere la sfida dei diritti”

Aurelio Mancuso

Tra i cento tavoli della Leopolda, sono stato invitato dagli organizzatori e da Emma Fattorini, senatrice Pd a portare il mio contributo nel confronto su: “Dai diritti civili alle persecuzioni nel mondo. Tutte le sfide del mondo”. Un tema ritenuto curioso dai mass media e che ha suscitato interesse anche perché condotto da un duo un po’ particolare: un’intellettuale cattolica e un esponente dei movimenti per i diritti civili. Con Emma da tempo, incuranti delle appartenenze interne al partito e dei commenti un po’ increduli, abbiamo dato vita a una riflessione sui diritti umani e civili, partendo dai nostri differenti percorsi di fede cattolica, tentando di favorire la chiusura del tremendo ventennale periodo di bipolarismo etico, che ha impedito al Parlamento di esser saggio sulla fecondazione medicalmente assistita, di approvare una legge sul testamento biologico, di fornire risposte concrete alle discriminazioni quotidiane che subiscono le persone e le coppie omosessuali.

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Matteo Orfini: “Il rischio scissione è reale. Bisogna cercare di evitarlo”

Francesca Schianchi, La Stampa, 27 ottobre 2014

II Pd in piazza con la Cgil e quello della Leopolda «sono lo stesso partito. Non drammatizziamo la divisione di sabato», predica il presidente dell’Assemblea del Pd, Matteo Orfini, appena rientrato da un bilaterale in Cina con i dirigenti comunisti. Che però aggiunge: «Abbassiamo i toni».

Si riferisce allo scambio tra Bindi e Renzi?

«Penso che la Bindi abbia usato argomenti non convenzionali e irricevibili. Non sono mai stato alla Leopolda ma definirla “post Pd” e alludere al fatto che chi governa possa essere influenzato dai finanziatori della Leopolda non le fa onore».

E Renzi che definisce «reduci» la vecchia classe dirigente?

«Dovremmo smetterla di usare il “noi” e “voi”: la contrapposizione interna alimentata per ragioni di visibilità rischia di distruggerlo un partito».

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