Gianluca Rossi: “Confidi, approvato dalla Commissione finanze all’unanimità il mio ddl di riforma”

“La commissione finanze ha terminato l’esame del disegno di legge di riforma dei Confidi a mia prima firma, approvandolo all’unanimità. Ora spero che sia calendarizzato quanto prima dall’Assemblea. È uno settore in progressiva espansione perché ha saputo offrire strumenti validi alle imprese per affrontare la situazione economica sfavorevole. Il disegno di legge ha per obiettivo la razionalizzazione ed il rilancio di questo sistema, attraverso una precisa scelta strategica orientata alla mutualità e non solo al raggiungimento di un modello strettamente di business”. Così il Senatore Democratico Gianluca Rossi, capogruppo PD in Commissione finanze e tesoro.

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Rinnoviamo l’Italia, di Cristina Bargero

Se già Schumpeter nei suoi scritti sosteneva che un’economia capitalistica non è e non può mai essere stazionaria ma continuamente condizionata da cambiamenti, in un’economia moderna e globalizzata l’innovazione ha un impatto rilevante su occupazione e su PIL, con un effetto spillover sul resto del tessuto economico.

Da qui nasce la necessità di un’agenda di governo che miri a favorire la diffusione dell’innovazione, o attraverso investimenti pubblici diretti, con spese in ricerca e sviluppo ( negli anni della crisi nei cosiddetti PIGS- tra cui l’Italia- la spesa sul PIL per ricerca e sviluppo è stata ben inferiore al 3%), o mediante interventi indiretti tra cui incentivi fiscali alle imprese e la costruzione di un framework generale favorevole all’innovazione.

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Basta errori, serve una sinistra attenta al paese reale, di Daniele Marantelli

Daniele Marantelli, il manifesto, 25 marzo 2015

Invidio Franco Monaco perché trova il tempo per produrre, con ammirevole stachanovismo, numerosi articoli e riflessioni sul Pd che leggo con interesse. L’ultimo pubblicato, domenica scorsa sul manifesto, non risparmia accuse alle aree presenti nel Pd, cito: «Da un anno a questa parte, abbiamo assistito allo spettacolo non edificante di un riposizionamento di massa di parlamentari e dirigenti Pd e al reclutamento da altri partiti di ceto politico in cerca di sistemazione. Con casi davvero imbarazzanti. Penso a chi, come i «giovani turchi», in passato bollarono i governi dell’Ulivo, come subalterni al paradigma della “terza via” e oggi sono decisamente schiacciati su una linea decisamente più moderata e centrista», invoca la nascita di un nuovo soggetto a sinistra e merita, quindi, una risposta. Trovo il suo suggerimento e le sue critiche del tutto sbagliate e spiego perché.

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Gianluca Rossi: “Dl banche, riforma attesa da tempo. Migliora sistema finanziario italiano

“La nostra economia, le nostre imprese, hanno bisogno di banche efficienti, patrimonialmente solide, a loro agio nel mercato internazionale. Banche che siano in grado di accompagnare, anzi di sollecitare, la crescita dimensionale, l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese dinamiche e innovative; crescita da cui dipende molta parte del nostro futuro”. Lo dice il senatore del Pd Gianluca Rossi, capogruppo nella commissione Finanze di palazzo Madama.
“Il Governo – aggiunge – con il Dl banche ha messo in opera un passo in avanti nel miglioramento del sistema finanziario italiano”.

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#PdDomani: Orfini, Guerini e Chiamparino sabato 21 a Torino

Sabato 21 marzo Rifare l’Italia discute a Torino del partito del futuro per l’Italia che cambia. Presso la fondazione Sandretto Re Rebaudengo in via Modane, intervistati da Paolo Griseri di Repubblica, si confronteranno il presidente del Pd Matteo Orfini, il vicesegretario Lorenzo Guerini e il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino.

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Prestito vitalizio: Causi-Misiani (Pd), grande soddisfazione per l’approvazione della nuova legge

“È un’ottima notizia” commentano Marco Causi e Antonio Misiani, deputati democratici e firmatari della proposta di legge sul prestito ipotecario vitalizio approvata definitivamente dalla commissione finanze del Senato. “La legge era molto attesa: essere riusciti a portarla a compimento è un motivo di grande soddisfazione, a maggior ragione trattandosi di una legge di iniziativa parlamentare.” “In Italia” – ricordano Causi e Misiani – “quasi nove anziani su dieci sono proprietari della casa in cui vivono: è un dato superiore a quello medio nazionale. Tantissimi di loro però non riescono ad accedere a finanziamenti bancari. Per ottenere la liquidità di cui hanno bisogno spesso sono costretti a cedere la nuda proprietà della loro abitazione, un’operazione che penalizza gli anziani più fragili, con minore speranza di vita. Il prestito vitalizio è uno strumento alternativo molto interessante e flessibile, grazie al quale chi ottiene il finanziamento mantiene la proprietà dell’immobile lasciando agli eredi la scelta di rimborsare il prestito o di vendere l’abitazione trattenendo la differenza.

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Matteo Orfini: “Realizziamo oggi le riforme che avremmo dovuto fare ieri”

Rosalba Carbutti, Quotidiano Nazionale, 13 marzo 2015

«Noi stiamo lavorando per affrontare problemi che i passati governi di centro-sinistra non hanno saputo risolvere. Mi aspettavo dai protagonisti di quelle esperienze maggiore generosità e non continui ditini alzati». Il presidente del Pd Matteo Orfini, ex dalemiano, ha cambiato verso. Da un po’. E mette in riga minoranza e big del partito.

Orfini, questa volta la sinistra Pd paventa la scissione…

«Una discussione che non deve esistere. I toni usati in queste ore sono eccessivi».

La minoranza Pd non apprezza le riforme.

«La legge elettorale è stata riscritta accogliendo l’80% delle richieste mie, di Bersani e Cuperlo. Non è ragionevole mettere in discussione l’unità del partito perché il 20% delle proprie proposte non è stato accolto».

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Fausto Raciti: “Tagli agli stipendi dei consiglieri, ma va rivista tutta la spesa regionale”

Riccardo Vescovo intervista Fausto Raciti, Giornale di Sicilia, 12 marzo 2015

 

«Normalizzare il pubblico impiego in Sicilia, varare un nuovo piano dei rifiuti che faccia risparmiare i cittadini e spostare la spesa verso il settore privato per favorire lo sviluppo. Questa volta la Sicilia può farcela davvero perché
il governo regionale sta mettendo in ordine i conti e Roma ha deciso di investire sull’Isola»: lo afferma Fausto Raciti, segretario regionale del Partito democratico.

Cosa significherebbe l’impugnativa di Roma del bilancio regionale?

«Questo rischio non dovrebbe esserci in base alle rassicurazioni che ho avuto dopo alcuni colloqui con esponenti del  governo nazionale. Il problema era legato a un’incomprensione con la ragioneria generale dello Stato. Adesso è tutto  chiarito e spero che a breve possa arrivare il via libera da Roma. Sarebbe paradossale se il governo impugnasse un  atto fondamentale varato tra l’altro da un assessore che fa da cerniera con Roma».

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Chiara Gribaudo: “Troppo basse le ipotesi di salario minimo”

“Se il salario minimo serve per aiutare i working poor, 6-7 euro l’ora sono troppo pochi”.
“L’Italia – spiega Chiara Gribaudo – è uno degli ultimi sei paesi europei su 28 che ancora non ha una regolamentazione minima dei salari. E tuttavia, tra dipendenti ed autonomi, nel nostro Paese sono quasi 3 milioni i working poor, cioè coloro che nonostante abbiano un lavoro sono poveri”.
Ora, prosegue Gribaudo, “là dove non c’è la contrattazione collettiva, il Jobs Act può finalmente sanare questa mancanza, ed è molto importante aver scritto nella delega che il minimo varrà anche per i collaboratori, nell’attesa del loro superamento. Ma per portare davvero al miglioramento dei redditi e non invece, paradossalmente, un loro livellamento verso il basso, serve che nel prossimo decreto l’asticella sia piu’ alta. In Germania ad esempio il minimo introdotto è di 8,5 euro l’ora, e si è detto che in futuro il livello del salario sarà deciso da una commissione composta da imprese e sindacati”.
La deputata dem chiede quindi che “si apra un confronto vero con le parti sociali: solo con la collaborazione una misura come questa potrà essere davvero efficace nel migliorare le condizioni di lavoro e di vita di milioni di persone”.

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Andrea Orlando: “Giustizia, non vendetta”

Roberto Zichittella intervista Andrea Orlando, Famiglia Cristiana, 12 marzo 2015

 

«Il barometro non segna il sereno». Nel suo ufficio di via Arenula, a un passo dal Tevere, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, 46 anni, spezzino, non sta parlando del tempo, ma dei suoi rapporti con i giudici. La legge sulla responsabilità civile dei magistrati non è stata bene accolta da parte della magistratura. Orlando, ministro di poche parole e dai toni soft, giudica alcune reazioni “sproporzionate” e in questa intervista smorza la polemica.

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