“Ma il vero pericolo è la rete” di Khalid Chaouki

Khalid Chaouki, Il Tempo, 1 settembre 2014

Nessuno potrebbe sostenere il contrario. Pensare solo che tra i tagliatori di teste in Siria e Iraq attualmente ci sarebbe un numero imprecisato di giovani europei, tra cui una quarantina almeno di «italiani», ci spaventa molto. Dopo gli anni difficili del post 11 settembre 2001, siamo di fronte a un’ennesima guerra contro il terrorismo di matrice islamica che si è materializzato, sembrerebbe all’insaputa di tutti, questa volta a pochi passi da noi. Il cosiddetto «Califfato islamico» non si trova nel lontano Afghanistan ma in Iraq e in Siria con già poco timide imitazioni nella vicinissima Libia. Un nuovo esercito, che rispetto ad Al Qaida, riesce a pescare ancora meglio tra le nuove generazioni dell’Islam europeo e statunitense, una generazione di figli di immigrati e convertiti che hanno fallito il loro appuntamento con la piena integrazione nelle loro società di nascita o adozione.

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“Adozione a una coppia gay: una bomba per la politica”, di Aurelio Mancuso

Aurelio Mancuso, Cronache del Garantista, 30 agosto 2014

La sentenza del Tribunale di Roma è una bomba politica difficile da disinnescare soprattutto per un governo in cui convivono aree di sinistra, di centro e di destra. Per tutta la giornata centinaia di agenzie hanno dato conto del furore con cui esponenti del partito di Alfano, di Forza Italia e dei vari partitini cattolici si son sentiti colpiti da un’interpretazione della legge sulle adozioni molto coraggiosa. Nei fatti per ora non cambia nulla, perché come sappiamo, non esiste una legge che definisca che un genitore non biologico in una coppia lesbica o gay abbia diritti e doveri. In assenza della norma ci ha pensato appunto il tribunale di Roma a ritenere l’articolo 44 della legge sulle adozioni, quello che enuncia i casi particolari in cui sia possibile assumersi responsabilità genitoriali anche non essendo un consaguineo, adatto a tutelare la donna lesbica che  è la compagna della madre biologica. Un bel rompicapo per le limitate riflessioni cui è abituata la politica italiana, che dopo aver approvato un’orrenda legge sulla fecondazione assistita, abbattuta dalla Corte Costituzionale, ora ne vede crollare definitivamente tutto l’impianto.

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La “rivoluzione” giustizia

Liana Milella, la Repubblica, 30 agosto 2014

Fino all’ultimo minuto, in consiglio dei ministri, l’assalto alla diligenza di Orlando è forte. Sul falso in bilancio, per ammorbidirlo, ci prova la Guidi, sulla prescrizione e il nuovo processo breve insiste la squadra di Alfano, contro i “giudici lumaca” picchiano tutti, sulla responsabilità civile si vorrebbe una formula ancora più dura. Il Guardasigilli Andrea Orlando, con i suoi più stretti collaboratori, mentre sta per andare a cena rivela il suo stato d’animo: «Io sono soddisfatto. Aver portato a casa il falso in bilancio, l’auto-riciclaggio e la nuova prescrizione lo considero un vero successo. Francamente, fino a ieri, io stesso non ci avrei scommesso». Si è battuto per evitare il ricorso a molte leggi delega, una formula pretesa da Ncd che indebolisce la riforma, ma nel complesso ha vinto la sua prima battaglia da ministro sulla «materia più difficile e più contesa di questi vent’anni». Intanto il premier Renzi ha ribadito l’intenzione di dimezzare le vacanze dei tribunali e le ferie dei magistrati.

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Francesco Verducci: “Giustizia, la riforma pone l’Italia all’avanguardia”

“Quanto presentato poco fa dal presidente Matteo Renzi e dal ministro Andrea Orlando mette l’Italia all’avanguardia nel settore della giustizia civile. La riforma di cui il cdm ha posto le basi con l’istituzione del tribunale delle imprese e della famiglia è una decisa scelta politica che servirà ad attrarre investimenti, ad aiutare le imprese e l’economia in un momento decisivo per sconfiggere la crisi”. Lo dice il senatore del Pd Francesco Verducci, coordinatore di Rifare l’Italia. “I provvedimenti sul falso in bilancio e l’auto-riciclaggio – aggiunge – rafforzeranno il contrasto alla corruzione che ogni anno è un fardello pesantissimo per lo sviluppo economico e la tenuta civile del nostro paese. I provvedimenti sulla giustizia, assieme a quelli dello Sblocca Italia, possono davvero contribuire a una ripartenza della nostra economia”.

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Anna Rossomando: “Giustizia, dimostrata la volontà riformatrice”

“Tempi ed efficienza della giustizia civile non sono solo questioni che riguardano la tutela dei diritti di moltissimi cittadini; riguardano direttamente anche lo sviluppo e l’economia dell’Italia”. Così Anna Rossomando, deputata del Pd e membro della commissione Giustizia. “Dare questa priorità – aggiunte Rossomando – vuol dire esercitare la scelta e la responsabilità della politica e del governo del Paese. Bene ha fatto il Governo, con il suo ministro della Giustizia Andrea Orlando, a mettere al primo posto questo articolato intervento – conclude la deputata componente della direzione nazionale Pd -, presentando nel contempo un quadro di soluzioni nelle altre materie, dal penale alla responsabilità civile, senza tabù e dimostrando una reale volontà riformatrice con equilibrio e lungimiranza”.

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Le Frattocchie di Rifare l’Italia

Giovanni Bucchi, Italia Oggi, 28 agosto 2014

Non sarà come trovarsi alle Frattocchie a pochi chilometri da Roma, dove aveva sede l’Istituto di studi comunisti fondato settant’anni fa per istruire le giovani leve del Pci. Però le quattro giornate di formazione politica organizzate per il prossimo autunno da Rifare l’Italia vogliono in qualche modo riannodare il filo di una tradizione, quella delle scuole per i quadri dirigenti dell’organizzazione politica, polverizzatasi negli anni con l’idea di partito liquido di stampo veltroniano prima e renziano poi. Non è un caso, infatti, se l’idea di questa iniziativa, e pure l’organizzazione, arrivi da Rifare l’Italia, il gruppo creato dai Giovani turchi del Pd, 40enni un tempo dalemiani e bersaniani che hanno deciso di diventare grandi e mettersi in proprio per rappresentare la minoranza di sinistra del partito.

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Matteo Orfini: “Il Pd stia vicino all’Italia che fatica”

Umberto Rosso intervista Matteo Orfini, la Repubblica, 23 agosto 2014

Onorevole Orfini, Grillo vuol chiedere i danni a Renzi per la polemica contro i Cinquestelle sul terrorismo.

«Grillo i danni li dovrebbe chiedere a quelli del suo movimento. Un campionario di schiocchezze, di figuracce. Pericolose, quando vogliono addirittura aprire il dialogo con gli jihadisti dell’Is e invece poi rifiutano di parlare col governo del loro paese».

È proprio questa la scintilla che, giusto con un suo tweet su Alessandro Di Battista, ha innescato la polemica.

«Mi ero limitato a registrare l’atteggiamento di un esponente di quel movimento che è il vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Che, vedo, insiste e persiste ogni giorno nel giustificare il terrorismo».

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Andrea Orlando: “Tribunali specializzati per rilanciare l’economia”

Alessandro Galimberti intervista Andrea Orlando, Il Sole 24 ORE, 21 agosto 2014

Ministro Orlando, nei 12 punti della riforma della giustizia prendete di petto vent’anni di problemi incancreniti – dal collasso del processo civile al funziona mento del Csm, dal ripristino del penale societario e della “adeguata” prescrizione fino alla questione intercettazioni – e sui quali più di un esecutivo ha alzato bandiera bianca. Certamente ne avete la consapevolezza, ma c’è la determinazione a non perdere pezzi per strada?

Guardi, c’è senz’altro una forte determinazione politica ma prima ancora la consapevolezza che molti di questi problemi bloccano l’economia e mettono in pericolo la tenuta del Paese.

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“Italia-Germania 2014: la partita è sull’acciaio”, di Gianluca Rossi

Gianluca Rossi, Europa, 19 agosto 2014

Italia-Germania? Tre a uno. Era l’11 luglio del 1982, la Germania era quella dell’Ovest, del Muro di Berlino e di Helmut Schmidt. L’Italia quella del governo Spadolini, di Pertini e l’indimenticabile fotogramma della partita a carte giocata all’ombra della coppa del mondo. Italia-Germania 2014: i campioni nel mondo in Brasile sono quelli della Merkel, dell’euro-austerity e della multinazionale Thyssenkrupp. l’Italia ha Renzi e una crisi economica da lasciare alle spalle. E poi ci sono gli operai dell’acciaieria Thyssen di Terni, che nei giorni scorsi hanno dovuto bloccare l’A1 per manifestare contro lo smembramento della loro fabbrica.

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“Project bond sui mercati internazionali per sostenere la rigenerazione del territorio”, di Andrea Cozzolino

Andrea Cozzolino, Il Mattino, 13 luglio 2014

La crisi di Napoli, pur all’interno del più vasto quadro di difficoltà vissute dalla gran parte delle città, patisce la sempre più marcata e vistosa assenza delle istituzioni locali, che ha determinato un preoccupante immobilismo delle idee e dei progetti. Dal canto loro, il governo nazionale e il Presidente del Consiglio hanno mostrato la volontà di imprimere una svolta. Le proposte sono un fatto serio. È, per questo, molto importante individuare non solo l’ordine delle priorità, ma anche gli strumenti e la disponibilità finanziaria, Non trasformiamo una occasione, in una inutile e sterile discussione estiva. Cruciale sarà la dimensione europea e la capacità dei progetti di attrarre investimenti internazionali.

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