Andrea Orlando: “La responsabilità civile non è una punizione. Più poteri ai magistrati con l’anticorruzione”

Liana Milella, la Repubblica, 27 gennaio 2015

Andrea Orlando «deluso» dalle toghe. Orlando che assicura: «Il governo non è contro la magistratura». Orlando che rimbrotta chi critica la legge «perché non è stato compreso pienamente il meccanismo».

Le toghe sono furibonde contro di lei. Se l’aspettava?

«Francamente no, e mi è dispiaciuto per gli argomenti usati, quel parlare di “volontà punitiva”, anche perché loro conoscono bene l’iter del testo. Hanno visto l’intervento del governo per correggere il ddl Buemi al Senato e la legge Comunitaria alla Camera, dove c’erano forme di responsabilità invasive e lesive dell’autonomia e indipendenza della magistratura».

Deluso? 

«Non me lo aspettavo, perché il testo è passato al Senato con una larghissima maggioranza, per giunta non “nazarenica”, visto che Fi era critica e M5s a favore. Ho incontrato tutte le componenti dell’Anm, ci hanno segnalato i punti critici, ho speso l’impegno del governo per garantire nella relazione una nota chiarificatrice sul “travisamento del fatto e delle prove”».

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Cultura, politica e occasioni sprecate, di Valeria Valente

Valeria Valente, Il Mattino, 25 febbraio 2015

Il tanto atteso riconoscimento per il Mercadante dello status di Teatro stabile di interesse nazionale e la fine dalla gestione commissariale del San Carlo, che finalmente ritrova stabilità finanziaria e con essa la serenità per programmare al meglio il suo futuro, costituiscono, oltre che motivo di grande soddisfazione e di orgoglio per Napoli e le sue istituzioni culturali, un passaggio delicato e decisivo. Per loro e per la vita artistica e culturale di tutta la città. Un’occasione in ogni caso straordinaria per rilanciare in Italia e nel mondo la riconosciuta tradizione teatrale napoletana. Sarebbe davvero un’occasione sprecata e un errore imperdonabile se in questo particolare momento di transizione per i due principali teatri della città il governatore Caldoro da un lato e il sindaco de Magistris dall’altro non si mostrassero all’altezza del compito loro affidato. Compito che, va detto, in questi ultimi anni non sempre è stato svolto dalle rispettive amministrazioni tenendo a mente come unico punto di riferimento l’interesse della città.

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Carceri, responsabilità civile, riforma della giustizia: intervista ad Andrea Orlando

Claudio Cerasa intervista Andrea Orlando, Il Foglio, 24 febbraio 2015

Roma. Era il nove aprile del 2010 quando questo giornale ospitò a tutta pagina un intervento di un ex responsabile giustizia del Partito democratico che in pochi anni ha fatto rapidamente carriera: Andrea Orlando. In quell’anno Orlando era nella segreteria Bersani e quell’intervento ebbe l’effetto di far emergere alla luce del sole la volontà della sinistra di sbarazzarsi di alcuni tabù culturali sul tema giustizia. Rimodulazione dell’obbligatorietà dell’azione penale, riforma delle correnti della magistratura, separazione delle carriere, riforma della custodia cautelare, abbattimento del numero di processi arretrati. Oggi Andrea Orlando, cinque anni dopo quell’intervento pubblicato sul Foglio, è ministro della Giustizia.

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Andrea Cozzolino: “Serve un presidente che sappia dialogare con l’Europa”

Ottavio Lucarelli intervista Andrea Cozzolino, la Repubblica, 24 febbraio 2015

 

Andrea Cozzolino, lei annuncia per domenica una festa democratica. Non teme la replica del 2011 quando le primarie di Napoli non furono convalidate?

«Sbaglia chi teme il ripetersi del 2011. Sono certo che il Partito democratico in Campania saprà garantire uno svolgimento tranquillo delle primarie. Oggi abbiamo fatto tutti tesoro di quell’esperienza. Domenica si recheranno al voto decine di migliaia di cittadini. Sarà una grande e serena domenica democratica».

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Orlando: “Rispettare i diritti dei detenuti islamici per evitare che passino al jihad”

Giovanni Bianconi intervista Andrea Orlando, Corriere della Sera, 19 febbraio 2015

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha un obiettivo ambizioso: «Far sì che il rispetto dei diritti dei detenuti di religione islamica, oltre che doverosa applicazione dei principi costituzionali, sia anche strumento per prevenire la radicalizzazione e il reclutamento fondamentalista; una via per contrastare il proselitismo di chi ci vede come nemici dell’Islam». Il dato di partenza è una popolazione carceraria con circa diecimila «ristretti» provenienti da Paesi musulmani, seimila dei quali religiosi praticanti. In settanta penitenziari ci sono già ambienti adibiti a luoghi di culto. «Ma — spiega Orlando —, premesso che stiamo operando per diminuire il numero dei detenuti trasferendoli nei Paesi d’origine, bisogna fare di più. L’effettiva tutela dei diritti fondamentali dell’individuo in generale, e nel carcere in particolare, è un elemento primario di contenimento del rischio di radicalizzazione. Anche perché abbiamo sperimentato l’esempio contrario: vicende come quella di Guantanamo dimostrano che, come sostenuto dall’indagine del Senato Usa, misure estreme, oltre a violare i diritti fondamentali delle persone, non sono di ausilio effettivo nella lotta al terrorismo globale ma rischiano di alimentarlo».

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Khalid Chaouki: “Riconoscimento Palestina toglie alibi ad estremisti”

Francesca Schianchi intervista Khalid Chaouki, La Stampa, 19 febbraio 2015

«Riconoscere la Palestina significa non lasciare alibi ai gruppi estremisti che vedono nella negazione di quel diritto la scusa per poter attaccare Israele e l’Occidente». Il deputato del Pd Khalid Chaouki, unico parlamentare italiano musulmano, risponde al telefono dalla Casa Bianca, dove partecipa a un convegno sulla lotta all’Isis, presente anche il presidente Obama.

Quindi lei è pronto a votare la mozione…

«Credo sia giunta l’ora anche per l’Italia di pronunciarsi a favore di uno stato che aspetta da troppo tempo. E questo non significa essere ostili a Israele, ma anzi lavorare per dargli un’interlocuzione legittimata, isolando quelle fazioni palestinesi che finora hanno negato ogni possibile dialogo».

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Prostituzione, rilanciamo un piano nazionale anti-tratta, di Valeria Valente

Valeria Valente

La proposta, questa volta lanciata dal sindaco di Roma Marino, di delimitare l’esercizio della prostituzione attraverso l’individuazione di strade e quartieri in cui consentire e monitorare lo scambio di sesso a pagamento, ha riacceso ancora una volta in tutta la sua virulenza e caoticità il dibattito in Italia sulla possibilità o necessità di regolamentare il fenomeno della prostituzione anche attraverso una revisione della legge Merlin. Dibattito virulento e caotico perché, come quasi sempre accade del resto, quando si parla di sessualità e di autodeterminazione in relazione al proprio corpo vuoi per ignoranza, vuoi per retaggi morali e religiosi non è sempre facile approcciarsi al problema senza pretendere di essere depositari dell’unica e sola verità.

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Rifare l’Italia a Caserta: incontro sulle crisi industriali

Il Mattino Caserta, 15 febbraio 2015

Prima dell’appuntamento all’hotel Europa, il senatore Verducci, con Rosaria Capacchione, altri dirigenti del Pd casertano e i sindacati, ha incontrato una delegazione sia dei lavoratori dell’azienda serica Aos, l’ultima che produce nel capoluogo alle prese con una grave crisi, sia quelli della Ericsson di Marcianise, impegnati nella vertenza contro la vendita a Jabil. Due crisi sintomatiche della difficoltà occupazionale che vive la provincia di Caserta e dell’assenza di un’adeguata politica industriale. «Cambiare tutto questo è la sfida che abbiamo davanti», ha ammonito Verducci.

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Rifare l’Italia a Caserta: più Sud e legalità

Lorenzo Iuliano, Il Mattino Caserta, 15 febbraio 2015

«Bisogna essere in tanti, altrimenti in parlamento si finisce per rappresentare solo se stessi. Ecco, io vi chiedo di lavorare insieme a un progetto che parta dal basso, che coinvolga la comunità. Vi invito a ricostruire quel filo comune per battaglie che siano di tutti noi». Con il suo appello finale a fare squadra rivolto alla platea di sindaci e dirigenti del Pd, la senatrice Rosaria Capacchione ha sancito la nascita ufficiale anche a Caserta dell’area “Rifare l’Italia”, quella dei “Giovani Turchi” di Orlando e Orfini. Ieri pomeriggio è giunto nel capoluogo proprio il coordinatore nazionale della corrente (a cui aderisce in Campania anche il candidato alle primarie regionali Andrea Cozzolino), il senatore Francesco Verducci, per tenere a battesimo l’iniziativa dal titolo «Rifare la Campania, rifare Caserta: economia, sviluppo e legalità».

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Fausto Raciti: “Dialogo sì, ma il Pd non si farà bloccare”

Riccardo Vescovo intervista Fausto Raciti, Il Giornale di Sicilia, 14 febbraio 2015

Andiamo avanti sulle riforme e non ci faremo bloccare da niente e nessuno. Restiamo comunque disponibili al  dialogo e ad apportare tutte le modifiche che possono contribuire a rendere più forti le riforme». Fausto Raciti, segretario regionale del Pd e deputato alla Camera, ribadisce così la linea dei democratici all’indomani del duro scontro in Aula con le opposizioni.

Proviamo a spiegare in breve di cosa si sta discutendo alla Camera in questi giorni.

«Stiamo votando la riforma della Costituzione che riguarda principalmente il nuovo Senato, la modifica del Titolo V e quindi del rapporto tra Stato e Regioni, ma anche nuove modalità di elezione del Capo dello Stato, l’abolizione delle Province e il referendum».

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