Calcio, Deputati Pd: “Tavecchio faccia un passo indietro”

«In vista dell’incontro che si terrà giovedì tra Giovanni Malagò e i candidati alla presidenza della Figc chiediamo che il presidente del Coni si faccia interprete del diffuso clima di opinione che, nelle ultime ore, ha stigmatizzato e commentato assai criticamente le misere e incomprensibili parole pronunciate da Carlo Tavecchio. Chiediamo, dunque, che il presidente dello sport nazionale si faccia portavoce della richiesta di un doveroso passo indietro da parte del candidato alla presidenza della Figc, cosa che, in un paese normale, sarebbe già dovuta avvenire soprattutto dopo l’intervento della Fifa». Così i deputati Pd Laura Coccia, Umberto D’Ottavio, Antonio Boccuzzi, Emiliano Minnucci, Fabrizia Giuliani, Antonio Misiani, Antonino Moscatt, Michele Bordo, Giovanna Sanna, Magda Culotta, Anna Rossomando, Valeria Valente, Emma Petitti, Khalid Chaouki, Valentina Paris, Miriam Cominelli, Chiara Gribaudo, Franco Ribaudo.

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Matteo Orfini: “Senza riforme elezioni inevitabili”

Andrea Carugati intervista Matteo Orfini, l’Unità, 24 luglio 2014

«Questa legislatura è nata con uno spirito costituente. È evidente che se l’obiettivo delle riforme costituzionali, che ha giustificato la nascita dei governi Letta e poi Renzi, dovesse rivelarsi impraticabile, le elezioni anticipate sarebbero inevitabili». Matteo Orfini, presidente del Pd, davanti allo stallo in Senato sulle riforme non ha dubbi: «Se questo percorso fallisse, non potrebbero esserci maggioranze per altri governi in questa legislatura».

Come valuta la situazione che si è creata in Senato?

«Mi pare giusta l’idea di allungare l’orario di lavoro in Aula: si può lavorare anche la notte e anche tutta l’estate. Portare a casa le riforme istituzionali è fondamentale per rendere più efficiente la macchina dello Stato e risolvere prima e meglio i problemi degli italiani».

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Roberta Mori: “In Emilia-Romagna la parità di genere è legge”

Il 25 giugno 2014 è stata «un’ottima giornata per l’Emilia-Romagna, ma è anche una bellissima giornata per l’Italia, perché la Regione Emilia-Romagna ha avuto e sta avendo la maturità di assumere un provvedimento molto importante per le donne e per gli uomini, perché i diritti di parità e di uguaglianza e le azioni positive per migliorare il benessere della collettività sono un motore di sviluppo della società. È l’ora del cambiamento. È l’ora dell’innovazione. È l’ora dell’emancipazione della società.»

Questo il cuore della dichiarazione che la presidente della Commissione regionale per la Parità nonché coordinatrice nazionale delle commissioni pari opportunità delle Regioni, Roberta Mori, ha rilasciato appena approvata la prima Legge quadro in Italia che affronta con approccio gender mainstreaming tutti gli ambiti, dal riequilibrio nella normativa elettorale, alla prevenzione e contrasto della violenza, all’occupazione e una corretta rappresentazione femminile sui media.

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“Decreto ‘Art Bonus’, gettate le basi per una politica industriale del turismo”, di Emma Petitti

L’approvazione del decreto Franceschini fa segnare una vera e propria inversione di tendenza nelle politiche per il turismo in Italia. Siamo di fronte a un provvedimento che, per la prima volta, integra turismo e cultura, non prevede tagli bensì incentivi e, soprattutto, getta le basi per un’organica politica industriale del settore turistico. Grazie al grande lavoro collegiale svolto in commissione abbiamo messo a punto una serie di misure di sistema che rappresentano altrettanti ottimi rimedi per contrastare la perdita di competitività a livello internazionale.

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Riforme, Verducci-Maturani-Esposito: “Servono tempi certi, ostruzionismo è impedimento al Paese”

«Siamo preoccupati per il rischio che i tempi della riforma si allunghino. È fondamentale approvarla in prima lettura entro la pausa estiva, se necessario si lavori anche a Ferragosto e con sedute notturne. Di fronte all’ostruzionismo di Sel e M5S si utilizzino, nel rispetto dei Regolamenti, tutti gli strumenti disponibili, il Presidente del Senato garantisca il diritto delle minoranze ma anche i diritti della maggioranza garantendo tempi certi». Lo dichiarano in una nota i senatori del Pd Francesco Verducci, Pina Maturani e Stefano Esposito.

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“Doppio cognome, non fermiamo quella legge”, di Fabrizia Giuliani

Fabrizia Giuliani, l’Unità, 20 luglio 2014

Chissà perché la storia si ripete e accade che, a un soffio dal traguardo, non si riesca a voltare pagina rispetto a una norma definita dalla stessa Corte Costituzionale «retaggio di una concezione patriarcale della famiglia che affonda le proprie radici nel diritto romanistico, e di una tramontata potestà maritale non più coerente con i principi dell’ordinamento e con il valore costituzionale dell’uguaglianza». (sent. n. 61, 2006)
La storia si ripete quando sono in gioco conquiste civili, acquisizioni di nuove libertà e nuove responsabilità. Il fronte conservatore è largo e insospettabilmente eterogeneo. Guai ad ingannarsi riproponendo schemi superati laici/cattolici e persino destra/sinistra.

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“Thyssen-Krupp, doccia gelata per gli operai di Terni”, di Gianluca Rossi

Gianluca Rossi, l’Unità, 20 luglio 2014

Otto ore di sciopero. E il sigillo di irrecivibilità da parte di tutte le forze sociali e le istituzioni, a partire dal sindaco di Terni, per arrivare al viceministro De Vincenti. Queste le reazioni al piano industriale presentato giovedì da Thyssen-Krupp a Palazzo Chigi e Ministero dello Sviluppo Economico per AST, Acciai Speciali Terni. Sono previsti una riduzione di costi di oltre 100 milioni di euro l’anno, 550 licenziamenti e la chiusura di uno dei due forni a caldo entro il 2015/2016, che comporterebbe, di fatto, un raddoppio della cifra tra dipendenti e indotto. L’ennesima doccia gelida per una fabbrica che ha l’80% dei lavoratori sotto i 40 anni e che al momento è il primo produttore italiano (e il secondo in Europa) di acciai speciali.

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“Borsellino e mio padre, maestri di impegno civile”, di Caterina Chinnici

Caterina Chinnici, Corriere della Sera, 20 luglio 2014

Paolo Borsellino è stato un riferimento autentico nella mia vita. Di più: è stato un maestro, un modello di magistrato, un esempio da seguire per la sua esperienza giudiziaria e per la sua saggezza umana. La sua figura, inutile negarlo, è per me inscindibilmente legata a quella di mio padre, Rocco Chinnici, al cui fianco Paolo lavorò, insieme con Giovanni Falcone, nel gruppo di giudici istruttori che poi prese il nome di «pool antimafia». Paolo era una persona dotata di profonda umanità. Come mio padre, aveva un aspetto apparentemente severo e un sorriso aperto che nel tempo, anche sul suo viso, si era velato di tristezza.

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Matteo Orfini: “Prima si decideva nei caminetti, ora no”

l’Unità, 20 luglio 2014

«Crescita, occupazione e riforme». È questa la «sfida per il Lazio» lanciata a Valmontone (Roma) dal Pd in occasione della prima assemblea regionale dell’area Rifare l’Italia, a cui hanno preso parte, tra gli altri, il presidente nazionale del Pd, Matteo Orfini, l’europarlamentare Roberto Gualtieri, i senatori Francesco Verducci e Bruno Astorre, il deputato Emiliano Minnucci, il segretario e il vicesegretario del Pd Lazio, Fabio Melilli e Claudio Mancini. «Contribuire al processo di cambiamento e di riforma del Paese, combattere la precarietà e la disoccupazione. È questa la strada da percorrere per rendere stabile e per superare la soglia del 41% che il Partito democratico ha raccolto alle ultime elezioni europee», ha detto Orfini intervenendo all’assemblea.

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Orfini rievoca il garantismo

Monica Guerzoni intervista Matteo Orfini, Corriere della Sera, 19 luglio 2014

Si aspettava l’assoluzione, presidente Matteo Orfini?

«Il Pd non si aspettava niente. Le sentenze non si commentano, si prende atto. Ancora una volta, si dimostra che i magistrati agiscono in piena autonomia. E che invece di difendersi dai processi bisognerebbe avere fiducia nella magistratura, senza aggredirla o strumentalizzarla».

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