Andrea Orlando: “Riforma del processo penale entro l’estate”

Cristiana Mangani, Il Messaggero, 21 maggio 2016

 
 

È di ritorno dalla visita alla camera ardente di Marco Pannella, il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Era andato a trovarlo a fine marzo, insieme con un gruppo di detenuti, e lui aveva insistito a parlare di carcere umano e di pene alternative. Argomenti sui quali il Guardasigilli si batte da tempo. Ma sono tanti gli interventi che il ministero di via Arenula ha messo in campo per tentare di far camminare più veloce la macchina della giustizia. Primo fra tutti la riforma del processo penale. Una soluzione monstre che contiene anche le questioni politicamente più spinose: prescrizione e intercettazioni.

leggi tutto

Senatori Pd: “Noi favorevoli alle riforme, non siamo «in dissenso dall’Anpi»”

l’Unità, 20 maggio 2016

 
 

Caro presidente Smuraglia,

moltissimi tra gli iscritti, i sostenitori e gli amici dell’ANPI esprimono sulla riforma costituzionale un giudizio complessivamente positivo. E voteranno Sì al referendum di ottobre, non seguendo perciò l’orientamento ufficiale che l’Associazione ha assunto a livello nazionale. Tra loro, i firmatari di questa lettera, che hanno precisa e tranquilla coscienza, anche per il loro ruolo di parlamentari, di aver consegnato al giudizio dei cittadini un testo che:

a) ha seguito rigorosamente l’iter costituzionale previsto dall’articolo 138, come la stessa ANPI chiedeva all’inizio del percorso;

leggi tutto

Andrea Orlando: “Pannella, lo scomodo necessario”

Daniela Preziosi, il manifesto, 20 maggio 2016

 
 

L’ultima volta che si sono visti è stato lo scorso 26 marzo. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando era andato a trovare Marco Pannella da giorni «ristretto» per la malattia nella sua casa-studio di Roma. Era d’accordo con chi lo accudiva, ma all’insaputa del leone malato. La sorpresa, oltre alla visita del Guardasigilli, era la compagnia: Orlando era accompagnato da quattro detenuti del penitenziario romano di Rebibbia, due ragazze e due uomini, dal vicedirettore del carcere e dalla vicedirettrice del femminile. C’è una bella foto che testimonia l’allegria di Pannella per quella visita «dei detenuti e dei detenenti, così aveva detto», ricorda Orlando, «me l’aveva proposta Rita Bernardini. Mancava poco a Pasqua, per la prima volta dopo molti anni Pannella non riusciva ad andare a visitare i detenuti durante le feste. E allora gliene abbiamo portato alcuni a casa. Lui parlava a fatica ma era stato illuminato da questa “splendida riunione”, così l’aveva chiamata. Aveva parlato di speranza in quel suo modo torrenziale, e in stretto dialetto abruzzese».

leggi tutto

La piovra ci minaccia ancora,
di Rosaria Capacchione

Rosaria Capacchione, l’Unità, 19 maggio 2016

 
 

Dunque, non è ancora finita. E la strada verso l’uscita è ancora lunga, impervia, scivolosa: perché la percezione del pericolo si è affievolita, perché diciamola tutta, di contrasto alla mafia si ha sempre meno voglia e perché in fondo quella sua nuova veste, in giacca e cravatta, fa meno paura e si diffonde a macchia d’olio tra uomini e donne uguali a noi, amici e compagni di scuola che nascondono frequentazioni ambigue e pericolose dietro l’ipocrita inconsapevolezza formale dedotta da un casellario giudiziario ancora vergine.

leggi tutto

Non interventi spot ma un piano strutturale per tutto il Continente, di Khalid Chaouki

Khalid Chaouki, l’Unità, 18 maggio 2016

 
 

A partire dagli anni Novanta, periodo durante il quale l’Italia ha conosciuto la prima vera immigrazione, il ruolo dei migranti si è via via definito ed è emerso in tutta la sua centralità. Il contributo apportato alla crescita del nostro Paese, sia esso di natura economica o meramente culturale, è reale e tangibile; i cittadini di origine straniera sono dei ponti naturali tra due nazioni e due culture, mediatori privilegiati che ci offrono uno sguardo e una comprensione nuova in grado di cambiare radicalmente la nostra idea di cooperazione internazionale.

leggi tutto

Francesco Verducci: “Più forza alla politica e alla democrazia”

L’intervento in Direzione nazionale di Francesco Verducci

«Non è un referendum su Renzi, è un referendum sull’Italia, sulla sua capacità di rilanciarsi dando più forza alla politica e alla democrazia. Intorno alle nostre riforme dovremo unire gli italiani, non dividerli, facendo leva sulla voglia di un grande riscatto sociale».

leggi tutto

Matteo Orfini: “Fassina? Una buona notizia. Qui nessun patto con Verdini”

Monica Guerzoni, Corriere della Sera, 18 maggio 2016

 

«Fassina? È una buona notizia…».

Lo pensa davvero, presidente Matteo Orfini?

«Quando si è saputo che il Consiglio di Stato aveva accolto il suo ricorso ero a Firenze a presentare il libro di Sergio Staino Alla ricerca della pecora Fassina, sono stato io a dare l’annuncio alla platea spiegando che si trattava di una buona notizia. Noi che crediamo nella democrazia speravamo che il ricorso di Fassina venisse accolto».

leggi tutto

Matteo Orfini: “Un sistema istituzionale più forte per un Paese più forte”

L’intervento in aula di Matteo Orfini

«Una Costituzione non è solo un testo giuridico, un atto normativo: è, prima di tutto, un atto politico, un atto storico. A scrivere la nostra Costituzione non fu un sinedrio di costituzionalisti, ma furono delle forze politiche che avevano sconfitto il fascismo e avevano liberato il nostro Paese. Furono loro i protagonisti della scrittura della nostra Costituzione. Si cambia la Costituzione se c’è la necessità storica di farlo e noi credevamo e crediamo che quella necessità ci sia, perché serve chiudere l’eterna transizione istituzionale nel nostro Paese come strumento preliminare per rilanciare l’Italia»

leggi tutto

Francesco Verducci: “Solo chi crede nell’Italia può cambiarla”

L’intervento in aula di Francesco Verducci

«Per noi democratici questa riforma significa far vivere un progetto di cambiamento che non nasce in questi mesi, ma nasce più di vent’anni fa con l’Ulivo: un patto tra politica e cittadini per riscrivere la Carta comune della Repubblica in cui riconoscersi. Questa è una riforma che vuole mettere in sicurezza e dare nuova linfa ad un parlamentarismo che oggi è innanzitutto ostaggio delle sue degenerazioni, inconcludenze, paralisi, lungaggini, che noi cerchiamo di aggirare ricorrendo a fiducie, a maxiemendamenti, a decretazioni di urgenza, a leggi delega, troppe volte finendo non con il risolvere ma con l’aggravare la crisi»

leggi tutto

Una riforma per cambiare l’Italia,
di Marco Filippeschi

Per il Senato delle Autonomie, Roma, Tempio di Adriano, 10 marzo 2016

Introduzione di Marco Filippeschi, Presidente nazionale di Legautonomie e Sindaco Di Pisa

leggi tutto