Andrea Orlando: “Mai più un’altra terra dei fuochi”

Alessandro Farruggia intervista Andrea Orlando, Quotidiano Nazionale, 21 maggio 2015

 

Se ne era occupato da ministro dell’Ambiente, e ora da Guardasigilli l’introduzione degli ecoreati nel codice penale l’ha portata a casa dopo che ambientalisti e governi di centrosinistra ci avevano invano provato per vent’anni. E l’ha fatto con una maggioranza bipartisan. È soddisfatto il ministro della Giustizia Andrea Orlando (Pd).
«Personalmente – dice – l’approvazione del disegno di legge sui reati ambientali ha segnato l’ideale continuità di un impegno che avevo assunto in un luogo tragicamente martoriato dall’inquinamento, la cosiddetta Terra dei Fuochi: prevedere sanzioni più serie per le persone che aggredivano l’ambiente e la salute.

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Antonio Misiani: “Il decreto pensioni fa una scelta equa e ragionevole”

“I numeri resi noti oggi dal ministro Padoan sono inequivocabili. In assenza di un intervento legislativo, l’applicazione letterale della sentenza della Corte costituzionale costerebbe quasi 18 miliardi per gli arretrati degli anni 2012-2015 e 4,5 miliardi annui dal 2016 in avanti. Sono cifre enormi, che ci porterebbero fuori dai parametri europei dopo anni di sacrifici per rimettere in carreggiata i conti pubblici”.
Lo dice il deputato del Pd Antonio Misiani. “Per di più – aggiunge – sono soldi che verrebbero destinati in prevalenza alle pensioni medio-alte, sottraendoli a priorità ben più pressanti. Il governo ha scelto una strada diversa, decidendo una restituzione parziale per i pensionati con trattamenti tra 3 e 6 volte il minimo che impegnerà poco più di 2 miliardi per gli arretrati e mezzo miliardo annuo a regime. È una scelta ragionevole, perché non compromette il percorso di riequilibrio dei conti pubblici. È, soprattutto, una scelta equa perché concentra i rimborsi sulle pensioni di medio importo evitando di destinare risorse a quelle più alte”
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Silvia Velo a Mauthausen per i 70 anni della liberazione del campo di concentramento

Domenica 10 maggio si sono svolte a Mauthausen, in Austria, le commemorazioni per i 70 anni della liberazione del campo di concentramento. La delegazione italiana è stata guidata dal Sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo che, davanti al monumento nazionale italiano, di fronte a migliaia di amministratori locali, studenti e membri dell’Associazione Nazionale Deportati e dell’ANPI, ha rappresentato il Governo Italiano.

“Quando il 5 maggio di settant’anni fa le truppe liberarono Mauthausen – ha ricordato il Sottosegretario Velo – mai avrebbero immaginato di trovare quello che videro: uomini e donne spogliati di ogni dignità, sopravvissuti oltre i limiti umanamente possibili”.

A Mauthausen si moriva per stenti, fame, fatica e torture. Le vittime predestinate erano i cosiddetti criminali che, per i nazisti erano chiunque avesse opinioni, stili di vita, abitudini e vizi diversi da quelli ritenuti corretti: soldati, prigionieri politici, omosessuali, zingari, alcolisti, prostitute, testimoni di Geova.

“A Mauthausen – ha continuato Velo – sono morti quasi 6.000 italiani e molti di loro rappresentavano la parte migliore dell’Italia, coloro che osarono ribellarsi all’occupazione nazista per costruire un’Italia migliore perché libera e democratica”.

Nel marzo del ’44, poi, più di 400 operai furono imprigionati, colpevoli di aver organizzato il più grande sciopero che colpì l’Europa occupata. Oltre agli operai, a Mauthausen persero la vita anche politici e partigiani che presero le armi al fine unico di liberare il nostro paese. Qui morirono il partigiano democristiano Luigi Ercoli, Gino Tommasi, “Comandante Annibale” della brigata Garibaldi e insignito della medaglia d’oro al valore militare. Altri invece sono sopravvissuti contribuendo alla nascita della nostra Repubblica, come il comunista Costituente Giuliano Pajetta e il socialista Pietro Caleffi. Altri si sono dedicati all’impegno letterario come Vincenzo Pappalettera, Shlomo Venezia e Carlo Lajolo.

“Anche se l’impegno si manifestò in modo differente – ha concluso il Sottosegretario Velo nel suo intervento – i sentimenti che lo animarono furono i medesimi. Nacque così quel movimento straordinario che caratterizzò l’Italia del dopoguerra e la fece risorgere dalle sue ceneri, grazie a coloro che ricostruirono l’Italia dopo l’esperienza più terribile.

 

velo mauthausen

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Roberto Gualtieri: “Sui finanziamenti europei l’Italia non resterà ai margini”

Claudia Cervini, MF – Milano Finanza, 15 maggio 2015

 

Lunedì sarà una giornata impegnativa per i membri del trilogo (Commissione, Parlamento e Consiglio) che si troveranno nuovamente a negoziare sul finanziamento del Fondo europeo per gli investimenti strategici (Efsi) e in particolare sul bilancio comunitario e sulla dotazione del Fondo di garanzia: uno dei punti più controversi di tutto il regolamento del Piano Juncker, che dovrebbe attivare investimenti per 315 miliardi in tutti i 28 paesi dell’Ue.

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Italicum, l’intervento di Daniele Marantelli alla Camera

Daniele Marantelli, dichiarazione di voto sulla questione di fiducia Art. 1 Italicum, 29 aprile 2015

 

Signor Presidente della Camera, rappresentanti del Governo, in questa giornata così difficile vorrei condividere con tutti i colleghi una cruda consapevolezza. Tutte le ricerche sulla fiducia dei cittadini italiani nei confronti di associazioni e istituzioni collocano regolarmente da anni il Parlamento al penultimo posto e i partiti all’ultimo. Questo distacco è cresciuto così tanto che, stando agli ultimi indicatori, il grado di fiducia nei confronti del Parlamento è crollato al 7 per cento, sottolineo del Parlamento, non del gruppo del PD, di Forza Italia, del Movimento 5 Stelle, della Lega, di SEL, di NCD e così via. Le ragioni sono molteplici, sicuramente la legge elettorale approvata il 21 dicembre del 2005, il cosiddetto Porcellum, ha contribuito potentemente ad aumentare questa sfiducia. Non fu un regalo di Natale particolarmente gradito dagli italiani.

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Valeria Valente: “In Campania deve cambiare la politica industriale”

Valeria Valente, Il Mattino, 1º maggio 2015 

 

La vicenda Whirlpool non è un fulmine a ciel sereno, piuttosto rappresenta uno schema ormai consolidato della storia più o meno recente delle politiche industriali italiane: un grande gruppo internazionale entra nel nostro sistema produttivo, rilevando un pezzo della nostra industria nazionale, e annuncia investimenti e assunzioni insieme con tagli di posti di lavoro. I primi quasi sempre al Nord, i secondi sistematicamente al Sud. Si fa fatica a trovare, recentemente, un esempio di ristrutturazione industriale in cui il modello risulti rovesciato dal punto di vista geografico.

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Michele Bordo: “La minoranza sbaglia accolte molte loro richieste”

Michele Cozzi, La Gazzetta del Mezzogiorno, 1º maggio 2015

Michele Bordo, presidente della commissione Politiche Ue della Camera: anche lei ha votato la fiducia posta dal governo sulla legge elettorale. Come è giunto a questa decisione?

«Alla fine la fiducia era inevitabile e la minoranza del partito ha sbagliato nella scelta di non votarla».

Perché?

«Perché non hanno valutato i cambiamenti che erano stati fatti alla legge dopo il primo passaggio alla Camera. Ricordo che al Senato erano state recepite gran parte delle richieste poste dalla minoranza: la soglia del 3% per entrare nel parlamento, il 40% per ottenere il premio di maggioranza, la parità di genere, e le preferenze per scegliere la metà dei parlamentari. Al posto della minoranza avrei rivendicato con orgoglio questi risultati».

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Roberto Gualtieri: “Voto su money market funds passo avanti verso regolamentazione europea dello shadow banking”

“Adottando a larga maggioranza – oltre il 70% – il rapporto Gill sui Money Market Funds, il Parlamento europeo fa un importante passo avanti nel dotare l’Unione europea di una legislazione fondamentale per fronteggiare i rischi dello shadow banking per il sistema finanziario e per il sistema economico nel suo complesso. ”

È quanto ha dichiarato Roberto Gualtieri (PD-SD), Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo, commentando il voto di oggi sul rapporto Gill sui Fondi Comuni monetari (Money Market Funds).

“Il rapporto approvato oggi dalla Plenaria – ha affermato l’europarlamentare – rispetta in pieno l’impegno assunto dal Parlamento per ridurre il rischio sistemico e di contagio all’interno del sistema bancario e finanziario, evitando in futuro la necessità di rilevanti interventi pubblici dei governi e delle banche centrali a sostegno del sistema finanziario e – al contempo – per minimizzare possibili ricadute negative sull’economia reale.”

“Abbiamo adottato una posizione forte per contrastare le vulnerabilità dei fondi comuni monetari che consentirà una maggiore trasparenza.  Punto cruciale del testo che abbiamo approvato è l’introduzione di una “sunset clause” per la nuova categoria di fondi comuni monetari a bassa variabilità (LVNAV), che sostituiranno obbligatoriamente i CNAV, e che dovranno essere convertiti a loro volta dopo 5 anni in VNAV, accogliendo di fatto quelle che sono state le raccomandazioni sia dell’International Organization of Securities Commissions che del Financial Stability Board.”

“Il Parlamento ha quindi dato seguito agli impegni che i capi di Stato e di governo del G20 avevano preso già al vertice di Cannes del 2011. Dopo il voto di oggi invitiamo ora il Consiglio ad accelerare la propria procedura legislativa in modo da giungere al più presto ad una sua posizione per far partire i negoziati in sede di trilogo. Invitiamo la Commissione ad utilizzare la propria forza persuasiva in tal senso per ottenere una svolta sia nei tempi che nel contenuto, allo scopo di approvare quanto prima una necessaria ed efficace regolamentazione europea dello shadow banking – ha concluso Gualtieri.”

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Graziano Azzalin: “È ora di cambiare il Veneto”

Alberto Garbellini, La Voce di Rovigo, 26 aprile 2015

Per cinque anni è stato consigliere regionale del Pd e vicepresidente della commissione agricoltura. Ora Graziano Azzalin si ricandida per un seggio al consiglio regionale. A sostegno della corsa di Alessandra Moretti, che punta a governare la Regione Veneto.

Consigliere, molti si chiedono se questa è la volta buona per il centrosinistra in Veneto?

“Credo di sì, il nostro programma è ben strutturato e completo. E poi la gente è stanca di un centrodestra che per anni ha governato lasciando però tantissime incompiute. Per non parlare degli scandali che hanno coinvolto alcuni esponenti della giunta Zaia. Dov’era lui? Non controllava? In politica esistono dei cicli. Ora è il momento di cambiare, servono nuove idee, nuova coesione. E chi ha governato in tutti questi anni non è credibile”.

Veniamo al suo programma, perché i polesani dovrebbero votarla il 31 maggio?

“Garantisco il mio impegno a favore del territorio, come ho fatto negli ultimi cinque anni. Ci sono tante battagli politiche da portare avanti”.

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Matteo Orfini: “Abbassiamo i toni, il Pd sia unito su riforme attese da anni”

Monica Guerzoni intervista Matteo Orfini, Corriere della Sera, 25 aprile 2015

 

«È un traguardo atteso da anni, non possiamo sbagliare».

È l’ultimo appello al Pd, presidente Matteo Orfini?

«Abbiamo il dovere di portare a casa la legge elettorale e io lavoro perché sia possibile farlo senza fiducia. Ma questo dipende da tutti noi».

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