Rifare l’Italia Piemonte: Legge di stabilità, un’occasione per il futuro?

Venerdì 28 novembre Rifare l’Italia Piemonte organizza ad Alessandria un’incontro per discutere degli effetti e le opportunità offerte dalla Legge di stabilità.

L’iniziativa si terrà presso il Salone ex Taglieria del Pelo in Corso XX settembre a partire dalle 21.

Introdotti da Francesco Di Salvo e moderati da Andrea Pacella, ne discuteranno Antonio Misiani e Cristina Bargero.

Nel corso della serata sarà presentato l’ultimo numero della rivista Left Wing da Otello Marilli.

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Valentina Paris: “Produzione Ast strategica per l’Italia”

Pierpaolo Burattini intervista Valentina Paris, Il Giornale dell’Umbria, 27 novembre 2014

Ore 14,30: driiin, niente. Ore 16, driiin: «Mi scusi, ma ero ad una iniziativa e ora che sono in macchina la linea potrebbe cadere». E invece non cade. Valentina Paris, presente. Modi gentili e concetti ripetuti, come ad evitare fraintendimenti: con i giornalisti non si sa mai. Avellinese, classe 1981, laureata in relazioni internazionali all’Orientale di Napoli, deputato Pd con una militanza nella Sinistra giovanile e da settembre nella segreteria nazionale con la delega tutt’altro che leggera di responsabile degli Enti locali. Su e giù per l’Italia a capire, conoscere e in diversi casi cercare di risolvere le grane interne di questo Pd che fa infuriare e applaudire e comunque ha cambiato pelle. L’ultima tappa, in attesa di  riprendere il giro, è stata l’Umbria. E allora tanto vale chiederle quale idea del Pd nostrano si è fatta a una manciata di mesi dalle elezioni  regionali.

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Khalid Chaouki: “Legalità e solidarietà devono camminare insieme”

Elisa Calessi intervista Khaild Chaouki, Libero, 27 novembre 2014

Khalid Chaouki, deputato del Pd, coordinatore dell’intergruppo sull’immigrazione, nato a Casablanca, in Marocco, e cresciuto a Milano, non ha un attimo di incertezza quando gli si chiede se sta con la polizia o con gli occupanti: «La priorità», risponde, «è ripristinare la legalità e quindi liberare queste case da chi le ha occupate illegalmente, anche per una questione di giustizia nei confronti di chi ha diritto ad abitarci. Poi, subito dopo, bisogna offrire un ricovero di emergenza a queste persone».

Il comune di Milano non sembra sia in grado di fare né l’una né l’altra cosa.

«So che si sta attrezzando soprattutto per dare una risposta di emergenza alle famiglie con bambini. Certo, è uno sforzo difficile, perché si tratta di trovare un delicato equilibrio tra il principio di legalità e una situazione di disagio dovuta alla crisi economica e al racket».

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Stefano Esposito: “Fatta chiarezza. Ora il premier visiti il cantiere di Chiomonte”

Maurizio Tropeano intervista Stefano Esposito, La Stampa, 27 novembre 2014

 

Senatore Esposito, il presidente del Piemonte sostiene che la sua azione parlamentare ha fatto chiarezza sui costi e ha scoraggiato il nascere di eventuali nuovi fronti di dissenso. È così?

«Abbiamo dimostrato che la trasparenza, la chiarezza e la vigilanza sulla Torino-Lione è in capo a chi la difende. Senza il nostro intervento non si sarebbe acceso un faro sulla lievitazione dei costi legata ad una percentuale di calcolo vecchia e non reale. Tutto questo nel silenzio dei grillini».

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Il Mediterraneo in un mondo “sottosopra”, di Francesca D’Ulisse

Francesca D’Ulisse

Lo scorso agosto è uscito per Einaudi un corposo libro di Salvatore Tramontana intitolato L’Isola di Allah. L’autore si riferisce alla “perla dell’Islam”, alla Sicilia che oggi e domani ospiterà il nostro seminario. L’ultima delle quattro scuole di formazione di Rifare l’Italia che ha l’ambizione culturale e accademica – prima ancora che politica – di approfondire con tutti voi quale sia il profilo che come Paese possiamo avere in questa Europa e quale sia – se esiste ancora e io credo di sì – il ruolo che l’Europa vuole avere e può avere nel mondo.

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Matteo Orfini: “Più lealtà o diventiamo una comune anarchica”

Giovanna Casadio intervista Matteo Orfini, la Repubblica, 27 novembre 2014

«I dissidenti non hanno avuto rispetto per l’unità del Pd e le decisioni che avevamo preso». Matteo Orfini, il presidente del Pd, non arretra. La  polemica con Gianni Cuperlo, entrambi ex dalemiani, è stata al calor bianco.

Orfini, nel Pd stanno volando gli stracci?

«Non stanno volando gli stracci. Abbiamo avuto un passaggio molto delicato. Sapevamo che lo sarebbe stato. E lo abbiamo gestito bene, perché abbiamo discusso a lungo del Jobs Act, lo abbiamo migliorato, anzi lo abbiamo riscritto. Oggi il Pd può essere orgoglioso del lavoro che ha fatto».

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Giuditta Pini: “Il partito chieda scusa a chi è rimasto a casa”

Beppe Persichella, la Repubblica Bologna, 26 novembre 2014

«L’astensione sarebbe colpa di beghe nazionali o dei pessimi rapporti col sindacato? Non credo, mi pare che quello non sia il problema principale che oggi ha il Partito Democratico». Dai banchi di Montecitorio, dove si vota il Jobs Act, la deputata modenese del Pd Giuditta Pini (della corrente dei giovani turchi) attacca il suo partito, il Pd, per come ha gestito questa campagna elettorale.

On. Pini, cosa non ha funzionato?

«Il famoso partitone non ha convinto i cittadini».

Come mai?

«Perché è in crisi da un pò. A livello locale è percepito come un votificio. Se un ragazzo entra in un circolo gli chiedono subito quale è la sua corrente. Se uno si presenta a due o tre riunioni, pretende di essere candidato. Il bello è che spesso ci riesce».

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Andrea Orlando: “Giustizia più veloce, e via le leggi ad personam”

Fabrizio Roncone intervista Andrea Orlando, Style Magazine, 25 novembre 2014

Andrea Orlando è un ministro della Giustizia determinato e sicuro. Un politico esperto e prudente. Un uomo pignolo che sa essere gelido. L’intervista sta per finire ed è inevitabile chiedergli di quella volta che Matteo Renzi, con aria ironica, disse: «Orlando? Un po’ doroteo…». Lui allora alza lo sguardo e ti osserva senza che un solo muscolo del viso si contragga (forse, a essere attenti, si muove leggermente il sopracciglio destro). La riforma più complessa e importante del Paese è affidata a questo ex ragazzo della Fgci di La Spezia che, a 45 anni, ha una biografia importante: fu scoperto da Piero Fassino che nel 2003, all’epoca segretario diessino, lo volle nella sua direzione; Walter Veltroni lo nominò poi portavoce del neonato Pd; Pier Luigi Bersani lo spedì a fare il commissario nella palude napoletana; Enrico Letta gli affidò il ministero dell’Ambiente. Aneddotica scarsa: era nelle strade di Genova durante i tremendi giorni del G8, il taglio dei suol abiti è impeccabile.

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Regionali, Silvia Velo: “Il Pd vince, astensione preoccupante sia stimolo per accelerare su riforme”

Silvia Velo

Il Partito Democratico ha vinto in Emilia Romagna e in Calabria. In queste due Regioni gli elettori sono andati alle urne a causa di una fine anticipata della legislatura. In Emilia, il senso dello Stato e il rispetto per le istituzioni ha portato Vasco Errani a fare un passo indietro a causa di una condanna nel processo Terremerse. E, a rendere ancora più difficile la situazione nelle ultime settimane, le inchieste sui rimborsi ai consiglieri regionali. In Calabria, il centro sinistra, invece, è tornato al successo dopo la caduta della giunta Scopelliti e dopo lunghi anni di vittorie schiaccianti del centrodestra.

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Matteo Orfini: “È la strada giusta, la tv pubblica va cambiata subito. A maggio il cda”

Tommaso Ciriaco, la Repubblica, 24 novembre 2014

«Non c’è tempo da perdere, dobbiamo assolutamente riformare la governance della Rai. E dobbiamo farlo entro maggio, per evitare di nominare il nuovo consiglio con la legge Gasparri». Il Presidente del Pd Matteo Orfini non ha dubbi, c’è bisogno di rivoluzionare viale Mazzini.

Così sembra intenzionato a fare il governo.

«È la strada giusta, è necessario sottrarre la Rai alla gestione di un cda diventato un parlamentino permanentemente riunito. Che, per giunta, blocca l’azienda».

Basterà una rosa di nomi indicata da organismi istituzionali per spezzare definitivamente il cordone ombelicale che lega politica e radiotelevisione pubblica?

«A me sembra una buona idea, anche se naturalmente possiamo discutere delle singole fonti di nomina e, magari, di ulteriori elementi di garanzia. Immagino ad esempio la possibilità di prevedere una maggioranza qualificata per la scelta dell’amministratore delegato».

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